Il dilemma: societari o governativi?

corporate bond
21 Dicembre 2012 - 8:00

C’è un effetto tutt’altro che secondario derivante dalla crisi del debito sovrano della zona euro: la spasmodica ricerca da parte degli investitori di rendimenti un po’ più sostanziosi di quelli ridotti all’osso offerti dai governativi di Germania e Francia.

Prendiamo in considerazione, per esempio, le emissioni corporate bond industriali europee. Un anno fa i titoli con scadenza 1-3 anni offrivano un rendimento medio annuo del 2,55% mentre oggi non vanno oltre l’1,2%; quelli con scadenza 3-5 anni, invece, sono passati in 12 mesi da un tasso medio del 3,30% annuo all’1,89% e quelli con scadenza 7-10 anni dal 4,11% di un anno fa all’attuale 2,75%.

Ancora più sensibile, il drastico calo dei rendimenti dei titoli con rating AAA che dal 4,07% di fine 2011 pagano ora non più dell’1,58%. Stesso percorso anche per i corporate bond finanziari. Quelli con rating AAA, per esempio, offrivano una remunerazione del 2,62% un anno fa mentre ora pagano meno della metà (1,18%); i titoli con scadenza compresa tra 1 e 3 anni rendevano 12 mesi fa il 4,87% annuo mentre adesso offrono il 2,05%; quelli scadenza 3-5 anni avevano tassi del 5,36% e ora del 2,58%; quelli a 7-10 anni arrivavano a riconoscere il 6,15% annuo e ora sono scesa al 3,43%.

In questo scenario, sono in molti a chiedersi se ci sia ancora spazio per ulteriori restringimenti degli spread (ovvero degli extra rendimenti dei corporate bond rispetto ai governativi di pari durata). Secondo gli esperti del settore la risposta è affermativa ma, precisano, sarà sempre più importante la selezione dei titoli e, soprattutto, la diversificazione del portafoglio.

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