BCE

Come proteggersi dalla inflazione

20 Dicembre 2012 - 7:00
financialounge - news
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Gli ultimi dati disponibili dicono che l’inflazione è sotto controllo. Negli Stati Uniti, per esempio, è al 2,16% su base annua, in Europa è al 2,49%, con la Francia e la Germania, rispettivamente, all’1,86% e all’1,89%, e l’Italia al 2,51% mentre nel Regno Unito è al 2,67%. Si tratta di valori che non destano alcuna preoccupazione.

Almeno per ora. Perché, secondo gli analisti, gli effetti dell’allentamento quantitativo adottato dalla Federal Reserve americana e dalla Bank of England e le operazioni di finanziamento alle banche disposte dalla BCE non dovrebbero tardare a farsi sentire nei prossimi anni con un inevitabile riacutizzarsi dei prezzi al consumo.

Ecco perché dotarsi di strumenti anti inflazione potrebbe non essere una scelta del tutto inappropriata. Tra le tante soluzioni che si possono adottare ce ne sono due indirette e una diretta. Le prime due sono rappresentate dall’investimento in azioni e da quello in materie prime. Acquistando azioni, soprattutto se selezionate sulla base della capacità della società di trasferire sul prezzo finale dei prodotti tutti gli eventuali effetti inflattivi, è possibile partecipare al trend di Borsa e, al contempo, coprirsi dalle fiammate del costo della vita.

Nel caso invece delle commodity, la domanda di materie prime è strettamente legata alla crescita economica dei Paesi emergenti, in particolare al trend di industrializzazione e urbanizzazione associato alla crescita demografica di queste aree. Ecco perchè l’investimento in commodity consente di proteggersi dall’inflazione: un rialzo del prezzo delle materie prime anticipa, in genere, un rialzo dell’inflazione.

Il terzo modo, in questo caso diretto, per proteggersi dal rialzo dei prezzi al consumo è rappresentato dai fondi inflation linked. Si tratta di prodotti del risparmio gestito che hanno come obiettivo primario quello di generare una performance reale, cioè al netto dell’inflazione, positiva.

I gestori di questi portafogli investono principalmente in obbligazioni inflation linked, i rendimenti e le quotazioni delle quali sono strettamente collegati ai prezzi al consumo, ma anche in strumenti e strategie capaci di generare un rendimento superiore a quello dell’inflazione.
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