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Crisi italiana, i costi dello spread allargato

11 Dicembre 2012 - 11:00
financialounge - news
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Solo una settimana fa, lunedi 3 dicembre, il premier Mario Monti si era detto soddisfatto se lo spread, il differenziale tra il tasso del Btp decennale italiano e quello del bund a 10 anni tedesco, che quel giorno aveva toccato quota 292 punti base si fosse assestato a 287, cioè circa la metà rispetto a 575 punti base (5,75%) che aveva ereditato alla sua investitura un anno fa.

Dopo l’accelerazione della crisi politica italiana, la reazione dei mercati non si è fatta attendere e lo spread è volato a 351 punti base con il rendimento del Btp decennale al 4,81% (era al 4,43% all’inizio della scorsa settimana).

C’è chi teme che la situazione possa peggiorare nei prossimi due mesi di campagna elettorale: tenendo conto che da qui a fine febbraio sono previste aste di nuovi titoli di Stato per oltre 120 miliardi di euro, per ogni punto percentuale di spread in più (100 punti base), il Tesoro italiano dovrà pagare maggiori interessi per 1,2 miliardi all’anno.
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