Fondi obbligazionari

Un approccio votato alla maggiore efficienza

29 Novembre 2012 - 7:00
financialounge - news
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Un portafoglio obbligazionario può realizzare performance in diversi modi. Può puntare sul rendimento del titolo a reddito fisso mantenendolo fino alla sua scadenza. Può scommettere sul ribasso dei tassi d’interesse e guadagnare sulla rivalutazione del titolo vendendolo prima della scadenza. Può investire sui titoli che hanno spread elevati (extra rendimenti rispetto ai titoli di stato di uguale durata) mirando al restringimento di queste differenze.

Esiste poi una strategia di portafoglio, utilizzata di solito dai gestori di hedge fund e da qualche anno usata anche dai money manager dei fondi Ucits alternativi, che consente di guadagnare sia puntando sul rialzo di un titolo che sul ribasso di un altro titolo.

È quella che in gergo tecnico viene definita strategia long short credit: un approccio combinato che consente di usufruire sia dalle posizioni sui titoli che hanno secondo il gestore un potenziale rialzista (long) che da quelle sui bond valutati sopravvalutati e quindi destinati al ribasso (short).

Facciamo un esempio pratico utilizzando l’esposizione sul bund tedesco 4/7/2012 con cedola 3,25%% e l’indice Mts Btp. Dal 26 aprile 2011 all’8 novembre scorso mentre il primo avrebbe fruttato il 22,73% l’indice Mts btp non sarebbe andato oltre il 9,15%: con una strategia long sul bund e short sull’indice Mts btp si sarebbe potuto ottenere un rendimento del 13,58% (cioè 22,73% meno 9,15%) con una volatilità più che dimezzata.

Ma c’è di più. Se il gestore avesse fatto scelte mirate nei 18 mesi considerati avrebbe potuto realizzare performance ancora più interessanti mantenendo sempre un profilo di rischio più che dimezzato rispetto all’investimento diretto in bund e in btp.

Per esempio se avesse investito il 30/6/2011 nel bund tedesco 4/7/2012 e avesse assunto una posizione short nell’indice Mts btp fino al 30 novembre 2011, avrebbe potuto ottenere una plusvalenza del 19,43% (cioè +8,31% del bund e -11,12% del btp che, essendo short cambia di segno e diventa una variazione positiva).

Nel successivo periodo, dal 30 novembre 2011 al 20 marzo 2012, invece, puntando long sull’indice Mts btp e short sul bund, la plusvalenza sarebbe stata del 15,07% mentre assumendo una posizione long sui bund e short sui btp dal 20 marzo al 31 maggio scorsi il guadagno sarebbe ammontato al 13,23%: infine, posizionandosi long sui btp e short sul bund dal 31 maggio all’8 novembre scorso la plusvalenza avrebbe fruttato il 9,44% netto.
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