Affari&Finanza

L'industria del Risparmio - 19 novembre 2012

20 Novembre 2012 - 13:00
financialounge - news
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Gli step per effettuare un investimento sono quasi sempre gli stessi. Si individua lo strumento ritenuto più idoneo per l’obiettivo finanziario (un fondo comune, un comparto di Sicav, una gestione patrimoniale, una polizza assicurativa ecc.) e si impiega l’intero capitale (o una buona parte di esso). È quello che viene definito l’investimento in una unica soluzione.

Il problema è che questo metodo espone al rischio di entrare in un momento sbagliato: si può cioè investire proprio alla vigilia di un crollo di Borsa o di una crisi finanziaria. È quello che è potuto capitare, per esempio, a chi ha investito tutto il capitale in una volta nel gennaio 2000 sui fondi specializzati sull’alta tecnologia (mentre da febbraio sarebbe deflagrata la bolla della new economy) oppure nell’agosto 2008, quindici giorni prima del crac della banca d’affari Usa Lehman Brothers (che avrebbe fatto poi crollare i mercati in pochi mesi).

Come evitare questo pericolo? La soluzione semplice e a portata di mano di tutti gli investitori è rappresentata dal piano di accumulo, in sigla abbreviata pac. Questa soluzione consiste nell’investire il capitale a rate periodiche (mensili, trimestrali semestrali ecc.) in un determinato arco di tempo (di solito da uno a 10 anni). Tutte opzioni a scelta del sottoscrittore che, peraltro, può sfruttare diversi vantaggi.

Il primo è proprio quello di annullare il rischio di quando entrare nell’investimento: comperando con costanza tutti i mesi, sia quando i listini salgono che quando gli indici di Borsa cadono, si effettua una media del prezzo medio di acquisto e si riduce il rischio dell’intero investimento.

Il secondo vantaggio consiste nello sfruttare le opportunità: le fasi di correzione di Borsa possono essere vissute come occasione di acquisto a prezzi scontati.

Il terzo plus infine è di carattere emotivo: una volta decisa la rata periodica (100, 200 euro ecc.) e il periodo (un anno, 3, 5 o 10 anni), l’investitore non è più influenzato dall’andamento dei mercati che lo spingerebbero invece a comperare sui massimi e a vendere sui minimi.
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