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La turchia sulla strada giusta

12 Novembre 2012 - 13:00
financialounge - news
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La Turchia è tornata investment grade per Fitch. Il merito di credito a lungo termine sulle emissioni in valuta straniera è stato alzato settimana scorsa dal livello junk BB a BBB- con outlook stabile e quello sulle emissioni in valuta locale a BBB da BB+.

La promozione da junk a investment grade dipende dall’allentamento dei rischi macro-finanziari nel breve termine grazie alle attese di un atterraggio morbido per l’economia turca. Il Paese è sostenuto da alcuni punti di forza come un debito pubblico moderato e in discesa, un sistema bancario solido, favorevoli prospettive di crescita a medio termine e un'economia relativamente ricca e diversificata.

Fitch ritiene che l’economia turca sia sulla strada giusta per ritornare a un tasso di crescita sostenibile e prevede una crescita del pil del 3% nel 2012, del 3,8% nel 2013 e del 4,5% nel 2014. Per l’agenzia il fatto che questo riequilibrio si ottenga senza attraversare una recessione, aiutato da un solido commercio e da bassi livelli di disoccupazione, segnala una vigorosa resistenza e flessibilità economica.

“Il sistema bancario solido – ha detto Fitch- sostiene il rating. Ha un tasso di adeguatezza del capitale al 16,3%, è di dimensioni moderate e ha un basso tasso di non performing loans al 2,8%”.

In ogni caso bisogna rilevare che la crescita del credito è stata forte negli ultimi anni aumentando il rapporto loan/deposit sopra il 100% e che il Paese ha un track record volatile in termini di inflazione e di crescita del pil, il che riflette il suo basso tasso di risparmi e la dipendenza da finanziamenti esterni.

Sul fronte del processo di adesione alla UE, iniziato nel 2005 ma progredito al rallentatore, la Turchia si attende nel 2013 ''seri passi avanti'' nelle trattative di adesione nel 2013 dopo la fine della attuale presidenza cipriota. La questione di Cipro, occupato nella metà nord dalla Turchia dal 1974, è uno degli ostacoli principali a una possibile adesione di Ankara all'Ue e il governo turco ha congelato le relazioni con il consiglio dei ministri UE durante il semestre di presidenza cipriota, da luglio a dicembre.

Ankara, ha detto qualche tempo fa il premier Erdogan, non attenderà oltre il 2023, anno del centenario della fondazione della Repubblica Turca altrimenti volterà le spalle all’Europa comunitaria. Ma per il ministro turco Egemen Bagis il tempo stringe, la UE deve “accelerare il processo di adesione della Turchia”.
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