Investire nell’industria Usa tramite gli high yield bond

diversificazione
10 Ottobre 2012 - 8:00

Quando un investitore intende puntare sulle corporation americane lo fa, di norma, puntando sulle azioni. Ma esiste un modo alternativo (o, se preferite, complementare) per posizionarsi sulle corporation Usa più dinamiche con un profilo di rischio inferiore a quello tipico azionario: le obbligazioni alto rendimento Usa.

Questi bond, il cui rating parte da BB+ in giù nella scala Standard & Poor’s, e dal livello Ba1 in giù per quella di Moody’s, hanno mostrato negli ultimi anni di offrire rendimenti superiori all’S&P500 con una volatilità inferiore. Negli ultimi 10 anni, per esempio, il Barclays US corporate high yield total return index value unhedged usd, rappresentativo dei titoli obbligazionari alto rendimento americani, ha registrato un rialzo del 179,6% mentre l’S&P500 ha messo a segno un guadagno complessivo (prezzo + dividendi) del 110,6%.

Negli ultimi 5 anni, invece, l’indice Barclays US corporate high yield total return index value unhedged usd ha fissato il rialzo a +54,1% mentre l’S&P500 non è andato oltre il 2,73% (dividendi inclusi): sostanziale parità, infine, negli ultimi 36 mesi nel corso dei quali l’S&P500 ha registrato un +41,4% e l’indice degli US high yield bond ha fatto +41,9%. Ma con quali rischi sono state ottenute queste performance?

Nei 10 anni la volatilità dell’S&P500 si è attestata al 15,51% mentre quella relativa al Barclays US corporate high yield total return index value unhedged usd non ha superato il 10,74%. Sulla distanza dei 5 anni, mentre la volatilità dell’S&P500 si è posizionata al 18,77%, quella dell’indice US high yield bond si è fermata al 13,96%. Infine, negli ultimi tre anni dove abbiamo riscontrato una sostanziale parità di performance tra azioni e US high yield bond, la volatilità di questi ultimi (7,57%) è risultata circa la metà rispetto a quella dell’S&P500 dello stesso periodo (15,28%).

Dati statistici che dimostrano la validità competitiva dei bond ad alto rendimento americano nel medio lungo periodo: una competitività che, alla luce della buona solidità delle imprese Usa uscite dalla dura crisi del 2007-2008 e della capacità di confrontarsi a livello internazionale, può rivelarsi interessante per l’investitore alla ricerca di una valida diversificazione del portafoglio a reddito fisso.

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