BCE

Per gli investitori HNW le azioni europee sono sottovalutate

19 Settembre 2012 - 7:30
financialounge - news
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Le azioni europee sono gli asset di rischio più sottovalutati. Lo sostiene il 45% degli investitori benestanti coinvolti in una indagine condotta tra maggio e giugno 2012 da J.P. Morgan Private Bank. La ricerca ha coinvolto più di 300 investitori High Net Worth (investitori cioè con un patrimonio mobiliare disponibile da 10 milioni di euro in su) di 15 città europee di sei Paesi: Germani, Francia, Spagna, Irlanda, Regno Unito e Svizzera.

Nei commenti degli investitori benestanti europei è emerso che l'arrivo di Mario Draghi al timone della BCE l'anno scorso è stato positivo per i mercati poiché ha aumentato la possibilità che la BCE possa diventare prestatore di ultima istanza e che le azioni sembrano economiche, soprattutto se confrontate con le obbligazioni investment grade.

I titoli azionari del Vecchio Continente sono convenienti per precise ragioni: la situazione di forte incertezza che coinvolge l’Eurozona e le minacce alla crescita dei mercati emergenti. La loro convenienza lo è sia dal punto di vista del rapporto P/e (prezzo / utili) che, in misura ancora maggiore, in base al rapporto P/bv (prezzo / mezzi propri).

Gli investitori HNW da un lato ritengono che le valutazioni del comparto azionario europeo dovrebbero rimanere economiche ancora per un po’ (visto che questa incertezza a livello macro non potrà probabilmente essere risolta da un giorno all’altro) mentre dall’altro sono convinti che vi siano molte opportunità in specifiche azioni che traggono beneficio dalle valutazioni ribassate in Europa ma che sono in grado di generare la maggior parte dei loro rendimenti al di fuori dell’Europa.

Un terreno di caccia, questo, ideale per i gestori attivi alla guida dei migliori fondi azionari Europa. Professionisti della finanza che, pur in un contesto che resta difficile, riescono ad individuare le società più promettenti e in grado di dare soddisfazione agli investitori sia sotto il profilo della rivalutazione del prezzo che da quello dei dividendi. Gestori capaci di diversificare il portafoglio su decine di selezionate società in modo da equilibrare il rischio e cercare di ottimizzare la performance del portafoglio.
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