diversificazione

Per il Big Mac Index le valute emergenti sono sottovalutate

2 Agosto 2012 - 22:00
financialounge - news
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Benchè contempli diversi limiti l'indice Big Mac viene ampiamente citato dagli economisti. Tale indice, Big Mac index in inglese, è infatti uno strumento informale per la comparazione pratica del potere d'acquisto di una valuta. Alla base di questa misurazione c’è la teoria della parità dei poteri di acquisto.

L'assunto centrale di tale teoria è che il tasso di cambio tra due valute (per esempio l’euro e il dollaro Usa piuttosto che il franco svizzero e lo yen giapponese) dovrebbe tendere nel tempo ad equivalersi in modo che un paniere di beni abbia lo stesso costo in entrambe le valute.

Nell'indice Big Mac, il sottostante è costituito da un singolo Big Mac, così come viene venduto dalla catena di fast food McDonald's. Il Big Mac è stato scelto perché è disponibile con le stesse specifiche in diverse nazioni del mondo, e i negozi McDonald's locali hanno una notevole responsabilità nella negoziazione dei prezzi. Per questi motivi, l'indice permette una comparazione significativa tra le valute di molte nazioni.

Ebbene, in base all’ultima rilevazione disponibile, quella del 12 gennaio di quest’anno, si può constatare che le valute più sopravvalutate risulterebbero, nell’ordine, il franco svizzero (indice Big Mac pari a 6,81 dollari Usa), la corona norvegese (6,79 dollari) e la corona svedese (5,91 dollari). Al contrario, fortemente sottovalutate sarebbero le divise dell’India (1,62 dollari), dell’Ucraina (2,11 dollari), di Honk Kong (2,12 dollari), della Malesia (2,34 dollari), della Cina (2,44 dollari), del Sudafrica (2,45 dollari), della Tailandia (2,46 dollari), dell’Indonesia (2,46 dollari) e di Taiwan (2,50 dollari).

È l’ennesima conferma che per una diversificazione valutaria di medio lungo termine davvero efficace è necessario investire nei comparti obbligazionari Paesi emergenti in local currency, i fondi specializzati sui titoli obbligazionari emerging markets senza copertura del rischio di cambio. Una scelta, tuttavia, che va opportunamente soppesata in quanto sottoscrivere questa tipologia di prodotti comporta assumere un profilo di rischio superiore sia a quello dei fondi monetari area euro e sia a quello dei monetari in valuta estera.

Infatti, oltre alla componente valutaria, i fondi obbligazionari Paesi emergenti in local currency sono esposti sia in titoli di stato che in corporate bond emerging markets: una qualsiasi variazione dei tassi di interesse di questi Paesi ha impatti sulle quotazioni dei titoli aumentandone la volatilità nel tempo.
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