diversificazione

Il giacimento delle valute emergenti

13 Giugno 2012 08:00
financialounge -  diversificazione dollaro euro Fondi obbligazionari livello di rischio mercati emergenti mercati valutari orizzonte temporale yen
financialounge -  diversificazione dollaro euro Fondi obbligazionari livello di rischio mercati emergenti mercati valutari orizzonte temporale yen
Nel solo mese di maggio, l’euro ha perso il 6,5% di valore rispetto al dollaro americano e addirittura l’8,4% nei confronti delle yen giapponese. La stessa moneta unica europea, però, nel primo bimestre di quest’anno, e cioè da inizio 2012 a fine febbraio, si era rivalutata del 3,7% sul biglietto verde Usa e del 7,3% sulla divisa nipponica.

E’ la conferma che la diversificazione valutaria classica, cioè quella che punta a frazionare un portafoglio al 100% in titoli espressi in euro in quote destinate al dollaro Usa, allo yen giapponese, alla sterlina inglese e al franco svizzero, non consente di navigare tranquilli nelle acque agitate dei mercati finanziari di questi tempi. Ecco perché, molti esperti finanziari suggeriscono un nuovo approccio legato all’investimento strutturale, di lungo periodo, sulle valute dei Paesi emergenti.

Tramite i fondi obbligazionari emerging market bond local currency (cioè senza copertura del rischio di cambio), infatti, è possibile investire in un paniere che può arrivare a 60 valute di altrettante diversi Paesi e, soprattutto, di differenti economie e sviluppo. I team di gestione che dirigono questi fondi, lavorano a stretto contatto con gli analisti della società di gestione della casa che forniscono loro un quadro prospettico del pil, del bilancio statale, delle esportazioni, della bilancia commerciale e della stabilità economica e politica dei Paesi oggetto dell’investimento. Una cornice importante, che permette ai gestori di individuare gli Stati con le migliori prospettive a medio lungo termine e, quindi, destinati a una rivalutazione del merito di credito internazionale (rating), che si traduce in un rafforzamento delle quotazioni dei loro titoli di debito.

Ma c’è di più, dal momento che gli scambi commerciali sono ormai da anni in forte crescita da e verso i Paesi in via di sviluppo, è molto probabile che le valute di questi stati siano destinate a una graduale, ma strutturale, rivalutazione rispetto a quelle dei Paesi industrializzati. Tutti questi fattori suggeriscono, quindi, che una diversificazione di portafoglio che comprenda una quota in fondi obbligazionari emerging market bond local currency, può rappresentare oggi una buona risposta alle molteplici esigenze di frazionamento del rischio espresse dai risparmiatori.
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