Eurozona

La rendita non esiste più

12 Giugno 2012 20:00

financialounge -  Eurozona Fondi obbligazionari High Yield J.P. Morgan Asset Management livello di rischio Pietro Grassano titoli di stato
ticolo di FinanciaLounge La gestione flessibile obbligazionaria dello scorso 6 giugno ha aperto il dibattito sulle opportunità presenti sul mercato del reddito fisso, nonostante la persistente crisi del debito sovrano dell’eurozona, e, soprattutto, come sfruttarle. Sull’argomento ha voluto intervenire Pietro Grassano, Head of Sales per l'Italia di J.P. Morgan Asset Management a cui FinanciaLounge ha rivolto alcune domande.

Dottor Grassano, qual è la vostra opinione sulle opportunità attualmente presenti nel segmento obbligazionario?

”L’investimento obbligazionario è sempre stato preso in considerazione innanzitutto in termini di ritorno del capitale, prima ancora che di ritorno sul capitale; all’italiana, primo non prenderle. Le condizioni dei mercati di oggi mettono però pesantemente in discussione il ruolo di “porto sicuro” attribuito storicamente a questa classe di attivi. Oltretutto, anche senza prendere in considerazione la crisi del credito del 2007-2008 o quella dei debiti sovrani che stiamo vivendo in questi mesi, si deve riconoscere che da trent’anni a questa parte i tassi obbligazionari dei titoli considerati privi di rischio nei paesi sviluppati si sono mossi all’interno di un trend discendente, che li ha portati oggi ad essere ai minimi storici vicino allo zero, senza cioè la possibilità di offrire cedole interessanti. Allora, all’interno di questo scenario, la prima opportunità che è offerta all’investitore è quello di ripensare radicalmente l’investimento obbligazionario, perchè certi schemi del passato sono ormai saltati: la rendita non esiste più."

Quali, quindi, le occasioni di investimento da cogliere?

”Le opportunità pratiche nascono poi proprio da questa consapevolezza: se il mercato delle obbligazioni governative si polarizza da un lato tra quelle percepite ancora come prive di rischio (sostanzialmente Treasury americani e Bund tedeschi, che hanno però rendimenti reali negativi), e dall’altro quelle percepite come maggiormente in difficoltà (quelle della periferia della zona Euro), è necessario andare a cercare fonti di rendimento positivo dotate di rischio ragionevole in settori ed aree differenti."

E quali, infine, le scelte di portafoglio consigliate?

”In questo senso, le scelte possibili sono molteplici: le obbligazioni corporate sia nella componente Investment Grade che High Yield, emesse dal settore privato che gode di flussi di cassa positivi e ha un livello di debito complessivo ai minimi storici; i titoli sovrani di paesi sviluppati produttori di materie prime come Canada o Australia; il debito dei paesi emergenti non direttamente coinvolti nella crisi della zona Euro; le valute di questi paesi, considerate oggi in rafforzamento; le stesse emissioni corporate dei paesi emergenti."

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