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Il commento del giorno di Giuliano D'Acunti

24 Maggio 2012 - 18:00
financialounge - news
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La crisi del debito sovrano della zona euro e le nuove tensioni sui mercati finanziari hanno avuto impatti molto negativi soprattutto sui listini azionari ma hanno fatto sentire i loro effetti anche sui titoli di Stato dei Paesi periferici europei e sui prezzi delle materie prime che, essendo espressi in dollari (valuta che si sta rafforzando), hanno perso quota.
Abbiamo sentito Giuliano D'Acunti, responsabile della distribuzione retail Italia di Invesco.

In base all’esperienza acquisita in questi ultimi anni, ritiene che in una fase complessa dei mercati finanziari come quella attuale, sia meglio avere le mani completamente libere come i gestori dei fondi flessibili oppure sia preferibile maggiore libertà d’azione nell’ambito della gestione di un portafoglio bilanciato?

“La continua instabilità delle condizioni macroeconomiche influenza in modo significativo il comportamento degli investitori, che, spaventati, tendono a non esporsi in Borsa, se non addirittura a liquidare tutte le posizioni azionarie in portafoglio. Ne deriva che è sempre più determinante la gestione del rischio. A differenza dei tradizionali portafogli bilanciati e flessibili, in cui il rischio azionario è tipicamente dominante (con perdite potenziali durante le congiunture di mercato di recessione e inflazionistiche) e all'interno dei quali risulta difficile trovare il giusto equilibrio tra rischio e rendimento, Invesco propone una metodologia innovativa. Si tratta di una nuova metodologia di gestione , denominata risk parity, che consiste nel ponderare ogni asset class (azioni, obbligazioni e anche materie prime), in modo tale che ciascuna di esse introduca nel portafoglio una percentuale di rischio paritaria (risk parity), ottimizzando la composizione degli attivi nelle diverse fasi del ciclo economico, attraverso una gestione tattica finalizzata al controllo giornaliero del portafoglio e di una strategia con obiettivo di lungo periodo”.

In questo modo si attenua il rischio che l’eventuale sottoperformance di una specifica asset class comprometta l’andamento della performance complessiva. Date le sue caratteristiche, il fondo Invesco Balanced Risk Allocation (IBRA) si posiziona come strumento core nei portafogli degli investitori favorendo la gestione nei diversi contesti di mercato: crescita con inflazione, recessione, crescita non inflazionistica. Da segnalare che dal suo lancio, avvenuto il 30 settembre 2010, al 18 maggio scorso il fondo Invesco Balanced Risk Allocation ha realizzato una perfomance del 33,2% con una volatilità annualizzata del 7,90%: valori che si confrontano con la performance del 20,3% dell’indice Msci world delle Borse mondiali, che ha espresso una volatilità annualizzata del 15,57% e con il rendimento del 6,7% dell’indice JPMorgan EMU, dei titoli governativi euro, che ha registrato una volatilità del 4,37%

Fonte dati: Bloomberg
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