La Bank of England resta ferma sui tassi di interesse

In occasione dell’ultima riunione monetaria, risalente al primo agosto scorso, la Bank of England (BoE) ha mantenuto lo status quo sui tassi di interesse chiave, che sono così rimasti al minimo storico pari allo 0,5 per cento. Nella stessa occasione, inoltre, la BoE, guidata dal neo numero uno Mark Carney, ha confermato il piano di “quantitative easing”, ossia di riacquisto di titoli per immettere liquidità sui mercati finanziari così da facilitare la ripresa economica, per un massimo di 375 miliardi di sterline, decisione comunque in linea con le aspettative (come del resto lo era anche quella sul costo del denaro).

Secondo Azad Zangana, economista di Schroders focalizzato sull’Europa, che proprio il primo agosto ha pubblicato una nota per discutere del mantenimento dello status quo sui tassi del paese anglosassone, “la decisione della BoE contrasta con un quadro macroeconomico di migliorata crescita”. Guardando al futuro, nella medesima nota, Zangana faceva sapere di attendersi l’introduzione, nell’immediato futuro, della forward guidance, in scia a quanto già fatto dalla Bank of Japan, dalla Federal Reserve statunitense e anche, proprio di recente, dalla Banca centrale europea.

L’Eurotower, va ricordato, ha fatto sapere che i tassi d’interesse dell’Eurotower rimarranno al livello attuale o inferiore per un periodo di tempo definito “prolungato”. E in effetti l’economista di Schroders specializzato in macroeconomia europea ci ha visto proprio giusto, perché il 7 agosto il neo governatore della banca centrale britannica Carney, che ha sostituito Mervyn King, ha avviato la sua “rivoluzione”.

Le novità hanno riguardato, innanzi tutto, l’indicazione della guidance sui tassi di interesse attesa proprio da Zangana e l’obiettivo di disoccupazione da raggiungere prima di modificare il costo del denaro. La BoE, in particolare, ha fatto sapere che intende lasciare i tassi di interesse di riferimento dell’area al minimo storico dello 0,5%, livello a cui sono fermi già dal 2009, almeno fino a quando la disoccupazione non scenderà sotto il 7 per cento. E dunque non in questo momento, in cui il tasso di senza lavoro è al 7,8 per cento.

Secondo le previsioni contenute nell’inflation report della BoE diramato sempre nel giorno del 7 agosto, ciò non dovrebbe verificarsi prima del terzo trimestre del 2016. “La disoccupazione non è un obiettivo – ha dichiarato il neo governatore Carney per spiegare le novità introdotte oltre Manica – ma è un buon indicatore sintetico per capire quando potranno essere tolte le misure di stimolo monetario”.




FinanciaLounge
20 Agosto 2013
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