La falce dei dazi USA sulla crescita delle società tecnologiche asiatiche

Impatto negativo soprattutto per le piccole imprese cinesi e per le economie asiatiche più aperte all’export verso gli Stati Uniti come Corea del Sud, Taiwan e Singapore.

Le tensioni commerciali fra USA e Cina sono ormai motivo di discussione da mesi. All’inizio di luglio, Pechino ha applicato proprie tariffe sui beni statunitensi, in risposta ai dazi imposti da Trump. Secondo Yishan Cao, Credit Research Analyst di PIMCO, nel breve periodo non dovrebbe esserci un impatto significativo sui fondamentali del credito. Questo perché la maggior parte degli emittenti obbligazionari (in dollari USA) nei settori asiatici della tecnologia e del credito al consumo hanno ricavi limitati negli Stati Uniti.

IMPLICAZIONI NEGLI INVESTIMENTI A LUNGO TERMINE

Se le tariffe potrebbero, quindi, non avere un effetto diretto significativo sulle obbligazioni in circolazione, il proseguire della tensione commerciale potrebbe invece avere una certa incidenza sui crediti al consumo, influenzati dalla volatilità del mercato. Se il governo degli Stati Uniti, infatti, bloccherà l’acquisizione o l’accesso di società cinesi a compagnie e tecnologie statunitensi, questo potrebbe danneggiare le prospettive di crescita. Alcune misure protezionistiche sono già state prese contro le aziende asiatiche del settore, come il blocco delle offerte di acquisizione di MoneyGram da parte di Alibaba e di Qualcomm da parte di Broadcom; ed ancora, il divieto al Pentagono di acquistare beni o servizi da ZTE e Huawei.

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CATENE DI APPROVVIGIONAMENTO COMPLESSE

Mentre potrebbe essere difficile imporre tariffe sulla complessa catena di approvvigionamento globale per l’elettronica di consumo, se il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina si intensificherà, potrebbero invece essere influenzati gli investimenti esteri diretti e quelli di portafoglio verso i paesi asiatici. Considerata questa possibilità, insieme alle conseguenze dei dazi, si potrebbe assistere ad un impatto negativo sulla crescita e sulle valute di questi paesi.

L’IMPATTO SU TECNOLOGIA E CREDITI AL CONSUMO

Le dimensioni e la posizione delle società determineranno probabilmente tale impatto. Le aziende più grandi in Cina dovrebbero essere in grado di assorbire il colpo. Le piccole imprese cinesi e le economie aperte asiatiche, come Corea del Sud, Taiwan e Singapore, dove molte società esportano sia negli Stati Uniti sia in Cina, rischiano, invece, di risentirne maggiormente. “Ci aspettiamo che le grandi imprese in generale siano in grado di sopportare l’impatto dei dazi, negoziando con i loro clienti statunitensi, rilocalizzando la capacità al di fuori della Cina o sfruttando la complessa catena di approvvigionamento globale per cambiare il modo in cui i loro costi interni sono addebitati alle controllate per abbassare potenzialmente il loro fatturato”, ha dichiarato Yishan Cao. “Tuttavia, è probabile che le piccole imprese cinesi, con un’esposizione al fatturato concentrata alle esportazioni doganali soffrano, in particolare perché stanno già lottando con salari crescenti, contributi previdenziali e leggi di protezione ambientale più severe”, ha continuato l’esperta.

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GLI EFFETTI DEI DAZI SULLE IMPRESE

“Le società private, la maggior parte delle quali di piccole e medie dimensioni, hanno generato circa il 45% delle esportazioni cinesi a gennaio e febbraio di quest’anno, secondo i dati doganali cinesi. Se le tariffe dovessero avere un effetto negativo significativo su queste società, questo potrebbe portare a più insolvenze e ad instabilità sociale”, ha concluso.L’esperta di PIMCO stima inoltre che nelle prossime settimane gli Stati Uniti imporranno una tariffa del 25% su altri beni cinesi per un valore di 16 miliardi di dollari. E sarà difficile farlo senza influenzare anche i rivenditori e i consumatori americani.

beer5020 / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
17 Luglio 2018
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