Obbligazioni, gli elementi a favore dei bond societari e dei mercati emergenti

Da tenere sotto osservazione il rallentamento dell’economia, i timori di una guerra commerciale e la divergenza tra la politica economica e monetaria degli Stati Uniti e il resto del mondo.

Per riuscire a comprendere l’andamento dei prezzi – e quindi le relative performance – delle diverse asset class nel resto dell’anno, sarà indispensabile la corretta interpretazione delle tendenze macroeconomiche che hanno in gran parte orientato le performance nei primi sei mesi del 2018. Ne è convinto il Global Fixed Income team di Morgan Stanley Investment Management (MSIM).

LE TENDENZE MACROECONOMICHE

Ma quali sono le tendenze a cui fa riferimento il team? Sono sostanzialmente tre, a cominciare dalla combinazione di alcuni indicatori macroeconomici globali (che segnalano un rallentamento) e i timori di una guerra commerciale. In secondo luogo, le implicazioni della divergenza tra la politica economica e monetaria degli Stati Uniti e il resto del mondo e, per ultimo, la percezione dell’aumento dei rischi nei mercati emergenti da parte degli investitori.

LE INSIDIE CHE SI DELINEANO SULLO SFONDO

“Il nostro scenario di base prevede che l’economia globale continui a mostrare una buona tenuta e che i rischi di ribasso restino limitati. Questo dovrebbe offrire un contesto propizio alla ripresa dei mercati delle obbligazioni societarie e dei mercati emergenti” è la premessa del team che, tuttavia, non nasconde le insidie che si delineano sullo sfondo. Per esempio, una crescita statunitense troppo vigorosa potrebbe provocare contraccolpi tutt’altro che secondari, in particolare per i mercati emergenti.

Mercati obbligazionari, nicchie di valore nel debito emergente e nel credito

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VALUTE EMERGENTI SOTTO PRESSIONE

“Per le valute emergenti questo è stato il peggior inizio anno dell’ultimo trentennio e il timore è che l’indebolimento valutario, le politiche mediocri, i tassi statunitensi più alti e una guerra commerciale possano determinare un più ampio evento di rischio sistemico” tiene infatti a specificare il team che, in ogni caso, reputa gli attuali fondamentali delle economie emergenti migliori rispetto al 2013 e al 2015, quando il settore industriale globale mostrò un deciso rallentamento.

Mercati emergenti, la forza del dollaro crea opportunità di investimento

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AUMENTO DEI TASSI USA NON INVASIVO

Alla luce di questa considerazione, secondo il Global Fixed Income team di MSIM, le implicazioni dell’aumento dei tassi USA sui mercati emergenti dovrebbero risultare meno invasive. Il problema, ribadisce il team, è che lo scenario positivo rischia di infrangersi sull’aumento delle spinte protezionistiche e su un rallentamento incontrollato dell’economia cinese.

L’APPEAL DEI BOND FINANZANZIARI

Il team infine, pur consapevole della fase tutt’altro che favorevole alle obbligazioni societarie, alla luce di un convincimento che reputa poco probabile una recessione, mantiene un orientamento positivo su questa tipologia di titoli in generale e sui bond del settore finanziario in particolare. Stesso discorso per il debito emergente.
“È probabile che i mercati emergenti continuino a risentire delle pressioni negative dovute agli insistenti timori di una guerra commerciale e ad alcuni rischi specifici. Tuttavia, l’efficace reazione di molti paesi in via di sviluppo e le valutazioni più convenienti stanno rendendo interessanti svariati mercati” concludono gli esperti.

ijeab / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
8 Agosto 2018
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