Investimenti, una marcia in più per i fondi a volatilità controllata

di Redazione

Morgan Stanley IM illustra i vantaggi dei fondi che hanno l’obiettivo di contenere la volatilità entro un intervallo predefinito

I rendimenti generati dai gestori di portafoglio vengono strettamente valutati osservando la performance dei fondi: i titoli dei giornali si focalizzano sui rendimenti più brillanti o sui tracolli di mercato più drammatici. E’ più raro, osservano in un recente rapporto Andrew Harmstone e Laura Biancato del team Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley Investment Management, leggere articoli sui fondi che eccellono nel controllo della volatilità, generando allo stesso tempo rendimenti robusti e competitivi. Eppure, osservano, la gestione della volatilità è la chiave per superare una forte contrazione dei mercati. “La maggior parte dei gestori di portafoglio utilizza un indice di riferimento rispetto al quale vengono valutati i rendimenti”, si legge nel rapporto. “Il numero di gestori che definiscono un benchmark per misurare la volatilità è invece molto ridotto. Noi lo facciamo. Il nostro processo d’investimento inizia dal rischio. A seconda delle preferenze del cliente, specifichiamo una fascia di volatilità obiettivo, ad esempio del 4-10%, e cerchiamo di mantenere la volatilità del fondo entro questo intervallo”.

LA RELAZIONE TRA VOLATILITÀ E RENDIMENTI AZIONARI

Diversi studi, spiegano i due esperti di Morgan Stanley IM, dimostrano che la volatilità è negativamente correlata con i rendimenti azionari ed è quindi logico investire in attività meno rischiose quando la volatilità è elevata o in aumento e in attività più rischiose quando la volatilità è bassa o in calo. “I dati sembrano confermare come i gestori che attuano questo approccio tendano a registrare un più alto indice di Sharpe, che misura la quantità di rendimento generato per una data quantità di rischio assunto”.

I VANTAGGI DELLA DIVERSIFICAZIONE

Un vantaggio dei portafogli multi-asset è che sono diversificati su diverse classi di attivo. Ricerche dimostrano che le azioni cominciano a muoversi di pari passo alle fasi di difficoltà dei mercati e in questi casi un gestore esclusivamente azionario non può fare altro che redistribuire il patrimonio tra azioni e liquidità, una pratica che secondo alcuni equivale a “riordinare le sedie a sdraio sul Titanic”. Un gestore multi-asset, invece, dispone di un maggior numero di classi di attivo che può riorganizzare per gestire il rischio.

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ANTICIPARE LA VOLATILITÀ

Uno dei pilastri dell’approccio d’investimento della strategia Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley IM è anticipare la volatilità: le condizioni macroeconomiche e geopolitiche sono costantemente monitorate per individuare potenziali fonti di rischio, con l’obiettivo di adeguare le esposizioni di portafoglio prima che si verifichino incrementi di volatilità. L’allocazione azionaria rappresenta quindi la leva principale per adeguare l’esposizione al rischio. Nella seconda metà del 2018, ad esempio, in team riteneva che l’intensificarsi della guerra dei dazi avrebbe potuto determinare una contrazione della crescita mondiale e che la divergenza tra la performance dell’azionario USA e quella del resto del mondo stava raggiungendo livelli eccessivi: la riduzione dell’allocazione azionaria per abbassare il livello di rischio complessivo ha consentito di proteggere i portafogli durante la successiva correzione di mercato.

IL VANTAGGIO PSICOLOGICO DELLA GESTIONE DELLA VOLATILITÀ

L’investimento in un fondo che ha tra gli obiettivi il contenimento della volatilità all’interno di un intervallo prestabilito ha anche un vantaggio di tipo emotivo: percepire un flusso di rendimento più stabile e meno volatile, sostengono Harmstone e Biancato, può essere rassicurante per quegli investitori che non vogliono subire perdite e che altrimenti potrebbero prendere decisioni affrettate e vendere troppo presto. Si tratta quindi di fondi appetibili per gli investitori maggiormente avversi alla volatilità, disposti a sacrificare una parte della partecipazione ai rialzi per ridurre al minimo le perdite.




FinanciaLounge
13 Novembre 2019
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