India, un potenziale punto di ingresso in vista dell’attesa crescita degli utili 

La correzione del 2018 ha riportato le valutazioni dell’azionario nella media storica: oltre agli utili in miglioramento, le stime dell’FMI confermano che l’India dovrebbe essere il paese a più rapida crescita tra le maggiori economie mondiali

Lo scorso primo febbraio il governo Modi ha presentato l’ultimo bilancio federale dell’India nell’ambito del proprio mandato quinquennale. Si tratta di un bilancio provvisorio relativo ai primi due mesi (aprile-maggio) dell’anno fiscale 2019, dal momento che in quel periodo sono previste le elezioni: il completamento del bilancio per il resto dell’anno fiscale è invece previsto a luglio, dopo la formazione di un nuovo governo. Il budget provvisorio annunciato copre tre aree chiave, vediamo quali.

TRE AREE CHIAVE

In primis sostenere l’economia rurale e la classe media, un obiettivo perseguibile attraverso regimi e agevolazioni fiscali a sostegno del reddito delle famiglie. In secondo luogo il mantenimento della disciplina di bilancio, con un obiettivo di disavanzo fiscale rivisto pari 3,4% del PIL per gli anni fiscali 2019-2020. In terzo luogo promuovere micro, piccole e medie imprese, fornendo supporto a livello di credito e opportunità commerciali.

UN BILANCIO TATTICO MA RESPONSABILE

“Riteniamo che il governo abbia annunciato un bilancio tattico ma responsabile, senza deviare significativamente dal piano di consolidamento fiscale a lungo termine precedentemente definito. Questo bilancio non solo pone delle basi a favore delle prospettive di crescita a lungo termine, con l’obiettivo di diventare un’economia da diecimila miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, ma mira anche a fornire un sostegno alle classi meno abbienti del paese” spiegano gli esperti di Goldman Sachs Asset Management (GSAM).

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DISAVANZO FISCALE AL 3,4% NEL 2020

Particolarmente rilevante è anche l’obiettivo di disavanzo fiscale, fissato dal governo al 3,4% del PIL per l’anno fiscale 2020, senza scostamenti significativi dal percorso disciplinato che ha visto il deficit fiscale scendere dal 4,4% del PIL nel 2014 al 3,5% dello scorso anno: un tragitto virtuoso, che consentirà al nuovo esecutivo di ereditare una situazione fiscale gestibile. Inoltre il deficit della bilancia dei pagamenti dovrebbe essere contenuto entro la soglia del 2,5% del PIL, rispetto alle aspettative del mercato che prevedevano il superamento del 3% a causa dell’aumento dei prezzi del greggio, di cui l’India è uno dei principali paesi importatori al mondo.

LE STIME DELL’FMI CONFERMANO IL PRIMATO DELL’INDIA

Nel complesso si può affermare che il bilancio provvisorio di quest’anno rappresenti un buon equilibrio tra sostegno alla crescita equa e prudenza fiscale, in vista delle elezioni di aprile/maggio 2019. Certo non si può affatto escludere che la volatilità del mercato possa restare sostenuta, mentre il sentiment degli investitori potrebbe risultare in qualche modo influenzato dall’esito delle elezioni, sebbene le analisi storiche abbiano evidenziato come le elezioni esercitino di solito un impatto limitato sulle performance a lungo termine del mercato azionario indiano. Detto questo, il Fondo monetario internazionale prevede che la crescita dell’India sarà del 7,3% su base annua nel 2018-19, del 7,5% nel 2019-20 e del 7,7% nel 2020-2021, numeri che confermerebbero l’India come il paese in più rapida crescita nel mondo tra le grandi economie.

BALZO NELLA GRADUATORIA MONDIALE DI “DOING BUSINESS”

“Prevediamo un ulteriore incremento degli utili dopo l’implementazione di importanti riforme strutturali che hanno permesso all’India di fare salto di 53 posizioni nella classifica “Doing Business” stilata dalla Banca mondiale, rientrando tra i primi 80 paesi (alla 77esima posizione) per facilità di fare impresa. Questo è il miglioramento più significativo registrato negli ultimi due anni da un grande paese, sin dal 2011” riferiscono i professionisti di GSAM.

INFLAZIONE E NPL SOTTO CONTROLLO

Nel frattempo, il meccanismo di targeting dell’inflazione attuato con successo dalla RBI (Reserve Bank of India, la banca centrale del paese) ha contribuito a mantenere i prezzi al consumo sotto controllo e a offrire una maggiore prevedibilità in merito alla politica [della banca centrale stessa], affrontando le criticità relative alle sofferenze bancarie. La soluzione del problema degli NPL (non performing loan) grazie a un solido codice fallimentare indiano (IBC, Insolvency and Bankruptcy Code) potrebbe gradualmente portare a una ripresa del ciclo dei finanziamenti, in particolare in settori come quello manifatturiero e delle infrastrutture, sostenendo così una ripresa degli investimenti in conto capitale (capex) nel settore privato.

UN CICLO DI CRESCITA PLURIENNALE

“Infine riteniamo che la prossima tappa della storia dell’India sarà guidata dalla crescita degli utili. La correzione registrata dall’azionario indiano nel 2018, che ha riportato le stime a un anno dei multipli prezzo-utili (p/e o price-to-earnings) in prossimità della media storica, permette di ipotizzare un punto di ingresso interessante in un ciclo di crescita degli utili pluriennale” concludono gli esperti di GSAM.

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Tanarch / Royalty-free / Getty Images


FinanciaLounge
12 Febbraio 2019
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