Crisi Turchia, una situazione distinta rispetto a quella degli altri mercati emergenti

Tra i problemi strutturali della Turchia spicca l’elevata esigenza di finanziamento in dollari statunitensi, conseguenza del livello di debito estero a breve termine e del deficit delle partite correnti del paese.

Già da tempo la Turchia veniva seguita con estrema attenzione dagli analisti e dagli investitori professionali per alcune problematiche economiche e finanziarie strutturali interne. Ma nelle scorse settimane sono emersi con forza nuovi timori legati alle politiche economiche poco ortodosse delle autorità del paese che, in combinazione con l’acuirsi delle tensioni geopolitiche, hanno finito con l’esercitare un’impennata nei premi per il rischio degli attivi turchi.

FOCUS SULLE FUTURE MOSSE DI WASHINGTON

“Riteniamo che le preoccupazioni sulle mosse future di Washington in materia di politica commerciale e sulle potenziali sanzioni continueranno a esercitare pressione sulla performance degli attivi turchi, fino a quando la disputa diplomatica tra Stati Uniti e Turchia non verrà risolta” commenta Sam Finkelstein, co-deputy CIO Global Fixed Income team di Goldman Sachs Asset Management (GSAM) e global head Emerging Markets.

CONTESTO CIRCOSCRITTO ALLA TURCHIA

Secondo l’esperto è tuttavia necessario contestualizzare quanto sta accadendo agli asset della Turchia evitando di proiettare scenari poco positivi per gli attivi di tutti i mercati emergenti. È vero che una peculiarità di questi asset è la spiccata volatilità ma questo non preclude affatto una performance positiva nel medio-lungo termine.

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MERCATI EMERGENTI COINVOLTI SOLO NEL BREVE TERMINE

“Siamo persuasi che la situazione turca non costituisca un campanello di allarme per il più ampio contesto dei mercati emergenti. Tuttavia, l’entità della volatilità degli attivi turchi probabilmente metterà alla prova il sentiment degli investitori nei confronti di tali mercati nel breve termine” spiega Sam Finkelstein.

ELEVATE ESIGENZE DI FINANZIAMENTO IN DOLLARI

Una convinzione quella dell’esperto che pure non nasconde come alcune delle ragioni di preoccupazione alla base delle turbolenze di mercato negli ultimi giorni fossero note da tempo. Tra queste, in particolare, le elevate esigenze di finanziamento in dollari americani della Turchia, ovvero il livello di debito estero a breve termine e il deficit delle partite correnti del paese.

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ANKARA COME UN MERCATO DI FRONTIERA

“Le esigenze finanziarie turche, che peraltro proseguono da anni, sono simili a quelle dei cosiddetti ‘mercati di frontiera’ (frontier markets), e non si discostano molto dalle necessità dei paesi dell’America Latina negli anni ’80 o da quelli dell’Asia negli anni ’90” specifica Sam Finkelstein che, tuttavia, suggerisce di mantenere distinta la situazione di Ankara da quella degli altri mercati emergenti.

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damircudic / E+ / Getty Images


FinanciaLounge
3 Settembre 2018
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