Gam: un rally di mercato intenso, ma non per tutti

di Chiara Merico

Di norma i rally sono accompagnati da euforia e alta esposizione: ma non è stato questo il caso dell’ultimo episodio, spiega Antonio Anniballe di Gam

Non tutti hanno partecipato davvero ai rialzi di quello che è stato definito uno dei rally di mercato più intensi della storia: come osserva Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di Gam (Italia) Sgr, il posizionamento degli hedge fund e la propensione al rischio degli operatori forniscono indicazioni inattese.

I MERCATI SONO CARI

Secondo Anniballe, al momento tutte le analisi sui fondamentali di mercato restituirebbero la stessa risposta: “i mercati sono cari e hanno già ‘comprato’ l’ipotesi più favorevole, quella di una versione a ‘V’ della ripresa”. Uno scenario che tuttavia “non appare compatibile con dati macroeconomici peggiori dal secondo Dopoguerra e neanche con il contesto particolarmente fluido e incerto creato dal virus”. Le meccaniche di mercato, come osservato anche a febbraio, possono modificarsi molto celermente, in particolare se i dati dovessero segnalare una dilatazione delle tempistiche di ritorno alla normalità.

UNO DEI RALLY MENO PRATICATI DELLA STORIA

Tuttavia, precisa il gestore, “l’analisi di mercato non può limitarsi ai soli fondamentali. Lo studio dei cosiddetti fattori tecnici aiuta ad ottenere ulteriori informazioni, come ad esempio la struttura del mercato, il posizionamento di hedge fund e fondi quantitativi e, più in generale, il grado di avversione al rischio degli operatori”. Normalmente i lunghi rally azionari sono accompagnati da condizioni di euforia di mercato e alta esposizione da parte degli attori coinvolti. E non è questo il caso del movimento attuale, o almeno non ancora: diverse analisi concordano sul fatto che il rally osservato è stato uno dei meno “praticati” della storia.

ALTI LIVELLI DI LIQUIDITÀ NEI PORTAFOGLI

La Fund Management Survey di BofA Merrill Lynch conferma ancora alti livelli di liquidità nei portafogli, con i timori dei gestori concentrati soprattutto sulla velocità di uscita dalla crisi, che ci si attende molto lenta. Alla stessa conclusione arriva Goldman Sachs, il cui indice di propensione al rischio (GSRAI) è ancora su livelli compatibili con un’ulteriore salita del mercato. In aggiunta a questo, sottolinea Anniballe, “il posizionamento degli hedge fund su tutte le principali strategie risulta essere ancora molto contenuto, in termini di esposizione e beta” e i fondi azionari registrano il medesimo comportamento, con flussi in ingresso solo nell’ultimo mese.

I mercati vedono una ripresa rapida dopo il crollo fulmineo

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ATTENZIONE ALLA DEBOLEZZA DEL QUADRO MACRO

Cosa significa? Per Anniballe “i fattori tecnici non fanno presagire un’imminente interruzione del movimento, anche se sarà decisivo nelle prossime settimane il monitoraggio di questi parametri e dei flussi in ingresso sull’azionario. In presenza dei fondamentali descritti all’inizio, ovvero di persistente debolezza del quadro macro, un posizionamento più spinto da parte degli investitori potrebbe creare condizioni di estrema vulnerabilità”.

peterschreiber.media / iStock / Getty Images Plus


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22 Maggio 2020
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