Unicredit, Goldman Sachs alza le stime sul prezzo

di Fabrizio Arnhold

Gli analisti della banca d’affari americana promuovono il piano strategico dell’ad Mustier, aggiornando le stime. Restano a rischio 8mila dipendenti e 500 filiali

Il piano industriale di Unicredit prevede la chiusura di 500 sportelli e tagli drastici dei dipendenti. Ma il giudizio di Goldman Sachs è positivo. Il prezzo obiettivo, infatti, è stato portato a 17,5 euro, dai 16,9 della precedente indicazione. Il giudizio è confermato “buy”. 

LE STIME POSITIVE 

Il titolo del gruppo di piazza Gae Aulenti resta poco mosso, a 12,65, con un ribasso dello 0,08%, in una giornata non esaltante per il Ftse Mib. Gli analisti di Goldman Sachs hanno aggiornato le stime su Unicredit, aumentando quelle sull’utile netto 2021-2024 dell’1-2%. “Le stime sugli utili per il 2019-2020 sono state ridotte per tener conto degli oneri di ristrutturazione per finanziare i futuri risparmi di costi”, si legge nell’analisi di Goldman Sachs. 

L’ANDAMENTO DEL TITOLO

Se si analizza l’andamento del titolo con il Ftse Mib, su base settimanale, si nota che l’istituto di credito mantiene forza relativa positiva in confronto con l’indice, dimostrando un apprezzamento maggiore degli investitori (performance settimanale +1,69%), rispetto all’andamento dell’indice della Borsa di Milano (-0,59%). Gli analisti restano positivi sul trend rialzista. 

Unicredit taglia 8000 dipendenti e 500 filiali

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I TAGLI AL PERSONALE

Secondo le stime del piano strategico 2020-2023, la banca dell’ad, Jean Pierre Mustier potrebbe tagliare 8mila dipendenti. La maggior parte dei tagli interesseranno l’Italia. Su un totale di 1,4 miliardi di euro di costi di integrazione, 1,1 miliardi riguarderanno il nostro Paese e solo 0,3 miliardi Austria e Germania. A rischio chiusura cinquecento sportelli. 

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Financialounge.com
9 Dicembre 2019
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