Settore aurifero sottovalutato ma solo per investitori pazienti

Prosegue il periodo nero delle società minerarie. Sia quelle globali, come per esempio Bhp Billiton che nonostante l’annuncio di una produzione record nel primo semestre 2012 ha visto la propria quotazione scendere ai livelli più bassi dal marzo 2009, e sia quelle aurifere pure come la Newcrest Mining il cui prezzo è ai minimi dal novembre 2008.

Negli ultimi 12 mesi, mentre le quotazioni in euro dell’oro sono salite del 25,9% quelle dell’indice dei titoli auriferi internazionali sono cadute del 22,79% negli ultimi 3 anni, invece, a fronte di un aumento del 93,83% del prezzo dell’oro, i titoli del settore aurifero sono cresciuti soltanto di un terzo (+32,69%).

Gli analisti fanno notare, per spiegare l’andamento negativo del settore, che tutto il mercato azionario è andato in apnea nel 2011 e dopo marzo di quest’anno per effetto dell’avversione al rischio da parte degli investitori. Tuttavia, le compagnie minerarie continuano registrare robusti profitti e consistenti e flussi di cassa, fattori capaci di garantire un aumento sostenibile dei dividendi e, elemento molto rilevante in questa fase, una indipendenza dal credito bancario.

Secondo gli esperti del settore, infatti, le azioni aurifere risultano convenienti sia in assoluto e sia rispetto alle quotazioni dell’oro: un livello di sconto di questo genere si era già verificato nel 2008, e gli investitori che intuirono questa opportunità beneficiarono di ottime performance l’anno successivo. Il riferimento è al biennio 2008 – 2009: se nel 2008 a fronte di un rialzo dell’oro dell’11,1% le azioni del settore aurifero persero il 22,1%, l’anno seguente, il 2009, la performance del settore legato al metallo prezioso giallo si attesto a +47% contro il rialzo del 19% del fixing dell’oro.

È comunque necessario avere pazienza perché il clima resta negativo sebbene, in base alle ultime stime, il potenziale upside dei titoli del settore aurifero si posiziona intorno al 34% con punte anche fino a 20 punti percentuali in più per alcune società di medie e piccole dimensioni sulle quali potrebbero scattare anche fusioni e acquisizioni: è infatti probabile che le grandi compagnie procedano a operazioni di riacquisto delle proprie azione (buy back) o a operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni).




FinanciaLounge
27 Agosto 2012
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