Rinaldi (Lega) a Financialounge.com: “Se lo spread risale non è per Salvini ma per la manovra”

di Redazione

A pesare anche il rebus spagnolo, oltre all’incertezza del quadro politico. Intanto Gualtieri stima con uno spread sotto controllo altri 6,7 miliardi di euro di risparmi nel 2020, che si aggiungono ai 2,7 già acquisiti per l’anno in corso

È finita la luna di miele tra i mercati e il nuovo governo di Giuseppe Conte? Lo spread che era sceso a 120 punti base proprio in prossimità della formazione dell’esecutivo M5s-Pd adesso è risalito a 161 punti, aumentando di 30 punti base in meno di un mese e le vendite sui Btp si sono accentuate, con il decennale che è schizzato questa mattina all’1,37%, superando ancora una volta il benchmark decennale della Grecia che rende l’1,35% e si attesta a 159 punti base rispetto al Bund tedesco.

RINALDI (LEGA): “PROBLEMA NON E’ SALVINI, MA UNA MANOVRA SCRITTA SULL’ACQUA”

“Sono dinamiche inerenti ai mercati”, spiega a Financialounge.com il prof. Antonio Maria Rinaldi, eurodeputato della Lega. “Gli operatori vogliono verificare se la politica del neo presidente della Bce, Christine Lagarde, sarà in linea con quella di Mario Draghi. Chi si è illuso che lo spread fosse in funzione del gradimento di una persona politica come Salvini al governo si deve ricredere, perché tutto è in funzione dell’operatività tecnica di acquisto della Bce, come è avvenuto in passato e come sarà sempre e glielo dice chi è stato direttore generale della capogruppo finanziaria dell’Eni”. Eppure il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha indicato nel leader della Lega il problema della risalita dello spread: un suo ritorno spaventerebbe i mercati. “Credo che Gualtieri nella sua vita professionale non abbia sostenuto un solo esame di economia – rimarca Rinaldi – e non credo sappia cosa sia lo spread. La verità è che dobbiamo aspettarci una manovra aggiuntiva il prossimo anno in funzione del fatto che questa legge di bilancio è scritta sull’acqua, a partire dal recupero fantasioso di certe voci come quella dell’evasione che è campata per aria”. Il messaggio di Rinaldi è un altro: “Con la Germania che si trova in difficoltà come mai negli ultimi 17 anni bisognerebbe cogliere la palla al balzo e chiedere a Berlino, che è anch’essa in una situazione di stagnazione, di promuovere maggiore flessibilità sugli investimenti pubblici previsti con la golden rule, ovvero di scorporare dal computo del deficit la possibilità di fare investimenti produttivi”.

PER ANALISTI SOGLIA CRITICA A 180 PUNTI, DA QUI A FINE ANNO

“Questa settimana e nelle prossime registreremo ripercussioni a causa delle elezioni in Spagna, che consegnano all’Europa una situazione di instabilità politica che si ripercuote su paesi “periferici” come il nostro”,  ci spiega Vincenzo Longo, market strategist per IG Group. “Dopo il rally che abbiamo registrato negli ultimi due mesi, adesso sono iniziate le vendite di Btp. C’è una soglia del dolore? Diciamo che è inverosimile che lo spread superi i 180 punti base da qui a Natale; semmai gli investitori guardano a possibili futuri scossoni, con ad esempio le elezioni in Emilia Romagna che se venisse conquistata dalla Lega, così come è successo con l’Umbria, potrebbe alimentare tensioni sia nell’ambito politico che in quello dei mercati. Da qui a fine anno comunque lo spread non dovrebbe superare i 180 punti base, che rimane comunque una soglia critica, e si dovrebbe sperare che il 2020 mandi segnali più distensivi, anche se questo potrebbe essere l’anno più oscuro per la politica italiana”.

PER MINISTRO ECONOMIA GUALTIERI CALO SPREAD HA FRUTTATO GIA’ 2,7 MILIARDI

Intanto per il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, la manovra economica predisposta dal governo “ha già determinato una percezione di miglioramento dell’economia con un progressivo calo dei rendimenti sui titoli di stato. Il risparmio di 2,7 miliardi per l’anno in corso è già acquisito e potrebbe essere di 6,7 miliardi nel 2020 con uno spread sotto controllo”. In audizione al Senato davanti alle commissioni Bilancio, Gualtieri ha spiegato che se il governo saprà “preservare e consolidare” la fiducia sui mercati potrà “perseguire un dividendo di credibilità stimabile in 38,5 miliardi nel quadriennnio 2019-22”. Sempre che il quadro politico resti immutato. Non a caso era stato proprio Gualtieri nei giorni scorsi a margine dell’Ecofin a lanciare l’allarme: “I mercati temono il ritorno di Salvini, per questo lo spread è ricominciato a crescere”.

prachanart / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
12 Novembre 2019
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