Portafoglio bilanciato, la flessibilità aggiunge performance

Di solito, un investitore medio ha in portafoglio, di fatto, un giardinetto bilanciato. Infatti, anche nel caso di un risparmiatore con cultura finanziaria superiore alla media e dedito abitualmente al fai da te, è possibile riscontrare la presenza di una quota di titoli azionari, una di obbligazioni, un’altra di titoli di stato e una in strumenti monetari e di liquidità.

Il problema è che sebbene si facciano movimentazioni di portafoglio, acquistando e vendendo nel tempo azioni e bond, quest’asset allocation è piuttosto statica ed è fortemente dipendente dagli andamenti dei mercati e dalle scelte strategiche di portafoglio. E, infatti, portafogli bilanciati classici, anche quelli gestiti tramite fondi comuni, hanno subito pesanti contraccolpi dalla crisi della Lehman Brothers in poi.

Per questa ragione hanno guadagnato quote crescenti di mercato i fondi bilanciati flessibili, cioè i prodotti del risparmio gestito che possono investire in azioni, bond e liquidità senza un preciso vincolo di benchmark. In altre parole, il team di gestione di questi fondi decide di volta in volta, a seconda delle condizioni dei mercati e degli input del comitato d’investimento della casa madre, la quota da destinare alle azioni, quella da dedicare ai titoli a reddito fisso e quanto mantenere in strumenti di liquidità.

È del tutto evidente che una gestione di questo tipo consente, se opportunamente messa in pratica, di sfruttare le opportunità durante le fasi di mercato ascendente (aumentando, per esempio, l’esposizione in Borsa e sui titoli più legati al ciclo economico espansivo) e, al contrario, quando i listini sono in fase calante. Ma quanto può rendere un buon portafoglio bilanciato flessibile?

Nell’ultimo anno, per esempio, dal 26 luglio 2011 al 26 luglio scorso, i 10 migliori fondi bilanciati flessibili, hanno reso in media il 5,42% contro il 2,07% dei fondi bilanciato obbligazionari e il 3,01% dei fondi obbligazionari flessibili. Sulla distanza dei due anni, invece, a fronte di un +2,17% dei fondi bilanciato obbligazionari e +2,83% dei fondi obbligazionari flessibili, i migliori fondi bilanciati flessibili hanno messo a segno un rialzo medio del 13,68%. Ancora più sensibile la forbice sulla distanza dei tre anni dove i migliori fondi bilanciati flessibili hanno registrato un +49,74% mentre i bilanciati obbligazionari e gli obbligazionari flessibili non sono andati oltre, rispettivamente, al +7,79% e al +5,99%.




FinanciaLounge
7 Settembre 2012
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