Infrastrutture, in Asia le opportunità a medio lungo termine

di FinanciaLounge

Una delle strategie d’investimento più ricercate dai gestori di fondi azionari internazionali è la cosiddetta rotazione settoriale.

Consiste nell’individuare i settori di Borsa ritenuti più sottovalutati e quindi soggetti a possibili rialzi e quelli più sopravvalutati che invece dovrebbero essere i più bersagliati dalle vendite. Aumentando opportunamente il peso in portafoglio sui primi a discapito dei secondi permette di aggiungere alpha (extra rendimento) alla performance.

Facciamo un esempio concreto.
Negli ultimi tre anni, dal 20 luglio 2009 al 20 luglio 2012, l’Insice Msci world convertito in euro, rappresentativo delle Borse di tutto il Mondo ha registrato un apprezzamento dell’8,50%. Se il gestore di un fondo azionario internazionale globale avesse diminuito l’esposizione media di portafoglio nel settore dei materiali di base (-12,55% nel triennio) a favore del settore dell’healthcare (+21,73% nei tre anni), la performance sarebbe stata incrementata di oltre due punti percentuali (+10,67%). Se lo stesso gestore avesse poi incrementato del 5% la quota del fondo esposta nel settore dei beni di consumo di prima necessità (+24,39% nei 36 mesi esaminati) togliendo lo stesso peso al settore delle utilites (+7,48% nel triennio), la performance del fondo avrebbe potuto incrementarsi di un altro punto percentuale in più arrivando a quota +11,52% in tre anni.

Il problema che operazioni di questo genere sono sempre più difficili da mettere in pratica anche perché i movimenti settoriali spesso sono imprevedibili. Ecco allora che nasce l’esigenza di individuare dei settori o meglio dei nuovi sub-settori che possano però rappresentare dei veri e propri megatrend. Uno di questi è quello delle infrastrutture in Asia, un settore nel quale si confrontano aziende soprattutto della Cina, di Hong Kong, della Corea del Sud, dell’Indonesia e dell’India (ma non solo), appartenenti ai settori dell’ingegneria, delle costruzioni, del petrolio, del gas, delle telecom, della chimica, del settore minerario estrattivo, dei macchinari edili, che sfruttano gli ingenti investimenti già deliberati dagli stati asiatici per i prossimi anni per dotare il Continente dell’Estremo Oriente delle infrastrutture più moderne e all’avanguardia.




16 Agosto 2012
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