In Europa alla ricerca degli high dividend

L’investimento nelle Borse del Vecchio Continente non si è rivelato particolarmente soddisfacente negli ultimi. Sia in senso assoluto che, soprattutto, relativo al resto del mondo.

Negli ultimi 12 mesi, per esempio, e cioè dal 18 luglio 2011 al 18 luglio scorso, mentre l’indice MSCI World convertito in euro (rappresentativo di tutti i listini internazionali) ha messo a segno un rialzo del 9,25% l’MSCI Europe ha lasciato sul terreno l’1,21%. Sulla distanza dei tre anni, dal 18 luglio 2009 al 18 luglio 2012, invece, a fronte di un guadagno del 21,92% dell’MSCI Europe l’MSCI World ha registrato una performance più che doppia (+45,105). Dal 18 luglio 2007 al 18 luglio 2012, quindi negli ultimi 5 anni, se l’MSCI World ha perso il 15,14% del suo valore, l’MSCI Europe è arretrato del 34,57%. Infine, negli ultimi 10 anni, dal luglio 2002 al luglio 2012, l’MSCI Europe ha segnato un +7,57% mentre l’MSCI World si è incrementato di valore del 21,94%.

Quel che conta però per l’investitore, a questo punto, sono le previsioni per il futuro e cioè se conviene investire oggi sulle Borse del Vecchio Continente. In base ai fondamentali la risposta sarebbe positiva: per Thomson Reuters Datastream, il rapporto prezzo (utili /p/e) delle Borse europee viaggia attualmente al 10,80 contro una media storica dell’ultimo decennio di 13,50 e, soprattutto, contro il 12,80% dell’MSCI World e del 14,40% dell’S&P500 di Wall Street.

Ma per gli esperti è meglio selezionare accuratamente i titoli. A questo proposito, una strategia che sta aumentando tra i gestori di fondi azionari Europa è quella cosiddetta high dividend. Si tratta di individuare le società europee che distribuiscano un buon dividendo e, soprattutto, siano in grado di confermarlo o, addirittura, incrementarlo nei prossimi anni.

Per farlo, i gestori adottano stringenti criteri di selezione dei titoli. Per esempio, sui 600 titoli che compongono l’indice Stoxx europeo, se ne ricaverebbero soltanto 36 capaci di soddisfare le seguenti condizioni: una capitalizzazione di mercato superiore ai 3 miliardi di dollari Usa, un dividendo in aumento sia quest’anno che nel 2013, un payout ratio inferiore al 75% per il 2012 e per il prossimo anno, un dividend yield 2012 superiore al 3,50%; un rapporto debiti / capitalizzazione inferiore al 30% nel 2012 e nel 2013 e flussi di cassa maggiori del 5% sia per quest’anno che il prossimo.




FinanciaLounge
15 Agosto 2012
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