Il grande business dei crediti deteriorati

Sono cinque le offerte finali presentate per rilevare il controllo di Unicredit Credit Management Bank (UCCMB), la società del gruppo Unicredit leader nel comparto della gestione dei crediti deteriorati. È interessante notare che quasi tutti gli stessi soggetti in corsa per l’acquisizione di UCCMB hanno presentato richieste analoghe per rilevare i crediti non performanti (NPL, Non Performing Loan) avviati da altri istituti bancari italiani.

Ma come mai tanto interesse per questo segmento del credito non proprio in salute? Innanzitutto va detto che gli ultimi dati disponibili parlano di 166 miliardi di euro di sofferenze bancarie che, entro il 2016, dovrebbero ulteriormente lievitare fino a 186 miliardi. Nei prossimi due anni gli analisti di settore si aspettano cessioni di NPL da parte delle banche italiane per un controvalore compreso tra 10 e 15 miliardi.

Il problema è la percentuale alla quale vengono ceduti questi crediti: la percentuale sul valore nominale che fino a qualche anno fa oscillava tra il 20% e il 30%, attualmente si attesta nel range tra il 10% e il 20%: inoltre, alcune importanti recenti operazioni sono state aggiudicate a percentuali inferiori al 5%.

In questo contesto ecco cosa ci guadagna chi cede e chi acquista i NPL.

1) Il business per chi acquisisce NPL consiste nella capacità di recuperare buona parte del credito deteriorato con percentuali complessive che possono arrivare al 35%-40% del controvalore nominale acquisito con punte anche del 50%: per esempio una società specializzata può acquistare NPL al 15% di valore nominale riuscendo poi a recuperare il 30% dei crediti deteriorati, guadagnando il 100% in alcuni anni.

2) Per le banche che invece cedono NPL e azzerano i rispettivi valori in bilancio beneficiano dell’incasso immediato di risorse liquide del nominale azzerato. Ciò determina un miglioramento dei ratio patrimoniali e quindi maggiori disponibilità di capitali all’attivo da destinare a nuovi finanziamenti a famiglie e imprese.




FinanciaLounge
22 luglio 2014
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