Idee di investimento – Azioni – 19 marzo 2018

Crescono le preoccupazioni legate al commercio internazionale: il consiglio è un approccio legato al lungo termine e investire nelle nicchie di valore (come le small cap europee)

“Se il protezionismo diventasse la regola affonderebbe la crescita mondiale e farebbe salire i prezzi. La crescita potrebbe infatti essere contaminata dal commercio straniero e dal canale degli investimenti” puntualizzano nell’articolo “Protezionismo, il rischio di una guerra commerciale globale è al 15%” gli esperti di Amundi.

MISURE PROTEZIONISTICHE

In tema di protezionismo, Carlo Benetti, Head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR ricorda, nell’articolo “Misure protezionistiche, il vero rischio da seguire con attenzione”, un precedente poco incoraggiante che dovrebbe far riflettere: la vera e propria guerra commerciale degli anni ’30. La storia narra che nel maggio 1929 venne approvata da uno dei due rami del Congresso americano la legge che introduceva dazi su oltre 20.000 prodotti importati negli Stati Uniti (Hawley-Smoot Act). Sebbene non tutti gli storici dell’economia concordino con il fatto che quella legge fu il principale innesco del Grande Crollo dell’ottobre del 1929, è fuori di dubbio che le misure tariffarie ebbero un ruolo significativo nel deprimere il commercio internazionale e aggravare la crisi economica globale. Se alle incertezze politiche aggiungiamo la minore prevedibilità delle banche centrali, ecco allora che il quadro odierno rischia di diventare più scuro.

INVESTIMENTI A LUNGO TERMINE

Ma, come viene argomentato nell’articolo “Investimenti, distinguere tra la volatilità del breve e le opportunità di lungo termine”, gli investitori non dovrebbero concentrarsi eccessivamente sulle oscillazioni di breve quanto piuttosto sugli obiettivi di lungo termine “L’esperienza dimostra che le crisi e la volatilità sono temporanee, e che le azioni possono recuperare. Mantenere la rotta, invece di reagire alle variazioni di breve termine delle valutazioni di mercato, può rivelarsi gratificante nel lungo termine” spiega Shaniel Ramjee, Senior Investment Manager delle strategie multi-asset in Pictet Asset Management che, tra gli accorgimenti tattici per ottimizzare i risultati di lungo termine segnala, in primis quello di investire regolarmente importi fissi (per esempio tramite i piani di accumulo, PAC): in tal modo è possibile acquistare più azioni a prezzi inferiori mentre la costanza dei versamenti rende meno emotivi gli investitori.

RENDIMENTI AZIONARI FUTURI PIÙ BASSI

Tuttavia, anche coloro che orientano gli investimenti nel medio lungo termine farebbero bene a tenere conto delle previsioni descritte nell’articolo “Perché i rendimenti azionari futuri rischiano di essere più bassi” basate sulle ricerche di lunghissimo termine esaminate da Steve Blumenthal di CMG Capital Management Group per ricercare i rendimenti del passato in periodi con valutazioni paragonabili a quelle di oggi. Ebbene, in base a questa ricerca, il rendimento mediano quinquennale dei periodi con uno rapporto prezzo / utili (p/e) pari o superiore a 25 è stato solo dell’1,23% annualizzato.

STRATEGIE TATTICHE DI BREVE PERIODO

Per questo, come spiega nell’articolo “Sul lungo termine meglio prepararsi ad alleggerire le posizioni” Edoardo Ugolini, Portfolio Manager di Zest Asset Management e gestore del fondo Zest Absolute Return Var 4 è, meglio adottare un approccio più tattico. “L’azionario necessitava di una correzione e di una recrudescenza della volatilità. Il mercato ha corretto dell’11,50% (in base all’indice Eurostoxx 50) dal 23 gennaio al 9 febbraio (cioè in circa due settimane). A questo punto abbiamo iniziato a invertire le posizioni. Il mercato europeo manca solo di ‘leadership’, ma i fondamentali sono buoni: rapporto prezzo / utili (p/e) pari a 15, crescita del PIL buona (2%) e inflazione inesistente (solo per citare alcuni dei principali parametri)”.

OPPORTUNITÀ SIA A WALL STREET CHE IN EUROPA

Per Christian Schmitt, portfolio manager di Ethenea, permangono le condizioni favorevoli non soltanto all’Europa, che evidenzia fondamentali più attraenti, ma pure a Wall Street, favorita da una dinamica degli utili positiva. “Negli Usa le valutazioni sono più elevate rispetto all’Europa, ma sono controbilanciate dalla crescita degli utili che è significativamente più sostenuta, trainata dall’impatto positivo della riforma fiscale” commenta infatti nell’articolo “Azioni: Wall Street sostenuta dagli utili, l’Europa dalle valutazioni” Christian Schmitt, che, però, nella selezione di singole società continua a privilegiare il Vecchio Continente, focalizzandosi in particolare sulle valutazioni. Per quanto riguarda la ricomparsa della volatilità, secondo il manager non costituisce un’inversione di tendenza, quanto piuttosto un ritorno alla normalità. Le recenti correzioni rappresentano in quest’ottica un’opportunità tattica di acquisto e non certo l’inizio di una crisi.

STUDIARE I BILANCI DELLE SMALL CAP

Tra le opportunità tattiche figura l’investimento nelle small cap che, sebbene non sia privo di rischi, presenta interessanti occasioni, soprattutto in Europa, grazie alla scarsa copertura del mercato da parte degli analisti. “Per gli investitori pronti a studiare i bilanci, le small cap rappresentano un’opportunità imperdibile” commenta Christian Solé, Senior Financial Analyst di Candriam Investors Group che però, come puntualizza nell’articolo “Small cap, un’opportunità imperdibile per gli investitori pronti a studiare i bilanci”, difende l’importanza di rimanere focalizzati sugli investimenti in piccole società di alta qualità con bilanci solidi. Caratteristiche distintive, per l’analista, sono il fatto di essere attive in mercati di nicchia in crescita, un management dinamico e capacità in termini di innovazione.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

A proposito di innovazione, nell’articolo “Apprendimento automatico, la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale” si approfondisce l’evoluzione dell’intelligenza artificiale specificando come, nella diagnostica medica e nella guida stradale, l’applicazione dell’apprendimento automatico permetta già di ridurre gli errori umani. “La differenza importante rispetto all’elaborazione tradizionale sta nel fatto che il computer non è programmato ma piuttosto addestrato con i dati” fa sapere il team Growth di Morgan Stanley Investment Management (MSIM), che ricorda come uno dei metodi più diffusi di apprendimento automatico sia rappresentato dall’utilizzo di reti neurali. Si tratta di reti articolate in singoli nodi (“neuroni”) che si riallineano costantemente a ogni esempio, in modo tale da garantire in tempo reale l’esatta corrispondenza tra i dati di input e i dati di output a mano a mano che vengono processati dall’algoritmo informatico.




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19 Marzo 2018
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