Idee di investimento – Obbligazioni – 28 maggio 2018

Un approccio flessibile permette di adeguarsi ai movimenti di mercato e di catturare le opportunità per esempio nel debito emergente, nei BTP e nei green bond.

FLESSIBILITÀ E ORIZZONTE DI INVESTIMENTO LUNGO

I rendimenti dei titolo di stato USA (Treasury) decennali al 3% potrebbero aver fatto scattare l’allarme nella testa di chi investe nelle obbligazioni. Tuttavia, come Andres Sanchez Balcazar, Head of Global Bonds di Pictet Asset Management, ha modo di argomentare nell’articolo “Obbligazioni, flessibilità e pazienza sono alleati nello scenario di tassi in aumento”, con il giusto approccio, i mercati del reddito fisso continuano (e continueranno) ad offrire opportunità di rendimenti interessanti rettificati per il rischio nel lungo termine. Ad una precisa condizione: l’investitore deve essere consapevole di quali mercati obbligazionari esplorare e disporre della giusta flessibilità di azione, senza vincoli geografici, valutari e di tipologia di strumenti. Sono sostanzialmente due, infatti, gli alleati preziosi nello scenario di tassi in aumento: la flessibilità e un orizzonte temporale più lungo.

DEBITO EMERGENTE, MEGLIO QUELLO IN DOLLARI

Intanto, le prospettive per il debito emergente sembrano adesso meno rosee. Le regioni con bilanci pubblici più deboli attenuano il fascino dell’asset class soprattutto per la vulnerabilità che hanno evidenziato i paesi con grandi esigenze di finanziamento esterno. La volatilità delle valute emergenti è stata peraltro alimentata sia dalle preoccupazioni per una vittoria populista nelle elezioni messicane di luglio e sia dall’incertezza sulla prossima consultazione elettorale in Brasile. “Preferiamo le obbligazioni dei paesi emergenti denominate in dollari di paesi con poca necessità di raccogliere fondi. I rendimenti sul debito emergente in valuta forte sono saliti fino a convergere con quelli del debito in valuta locale per la prima volta dal 2009, fornendo un interessante punto di ingresso” sottolinea nell’articolo “Mercati emergenti, c’è valore in Asia e in Brasile. Ma il debito non brilla” Richard Turnill, BlackRock’s Global Chief Investment Strategist. Ma quali potrebbero essere i principali rischi all’orizzonte? Benché non siano contemplati nello scenario base di BlackRock, secondo lo strategist sono sostanzialmente due: un forte aumento del dollaro USA o in incremento significativo dei tassi di interesse. Entrambi potrebbero infatti causare un ulteriore inasprimento delle condizioni finanziarie o un’escalation delle tensioni commerciali globali.

IN AUMENTO IL RISCHIO ITALIA

A proposito di rischi. Sono aumentati, in parallelo alla formazione del nuovo governo tra Lega e Cinquestelle, quelle sul debito italiano. Christophe Bernard, Vontobel Chief Strategist, nella sua analisi della situazione politica in Italia esplicitata nei dettagli nell’articolo “Italia, le pressioni sui titoli di stato continueranno”, valute tutte le principali possibilità. Il programma del governo Lega – Cinquestelle potrebbe essere indebolito per far fronte alla realtà. Oppure le crepe nella coalizione (vista la maggioranza risicata di cui godrebbe tale coalizione al Senato) porteranno a una nuova coalizione o a nuove elezioni. Un contesto serio, da seguire con la massima attenzione alla luce del fatto che il programma della coalizione italiana è in chiara contraddizione con il patto di bilancio dell’UE. Cosa potrebbe succedere ai titoli di stato italiani nel momento in cui la BCE smetterà di acquistare obbligazioni euro sul mercato interrompendo il suo QE? E se questo accadesse in un contesto nel quale a guidare il paese sia all’opera una coalizione che promuove esplicitamente e/o implicitamente politiche non coerenti con i principi fondamentali dell’UE? “Ma non possiamo nemmeno escludere del tutto che la strana coppia (Di Maio e Salvini) riesca a sorprendere positivamente. Ricordate la reazione del mercato quando una coalizione socialista-comunista è salita al potere in Portogallo nel novembre 2015? La coalizione è riuscita a girare intorno al Portogallo, contro ogni previsione” conclude Christophe Bernard.

IL POSSIBILE CONTAGIO AGLI ALTRI PAESI EURO

“Gli accordi tra la Lega e il Movimento Cinquestelle, per come sono stati formulati, presentano una serie di sfide. La loro implementazione rischia infatti di non essere coerente con il Patto di Stabilità e il principio costituzionale di un bilancio in pareggio” spiegano invece nell’articolo “BTP, finché si parla solo di espansione fiscale il rischio contagio è ridotto” i professionisti di AMUNDI. Questo per il semplice fatto che, senza conoscere i dettagli e in base alla stesura dell’ultima versione del programma, non vengono rispettate le condizioni per considerare il budget adeguato. La sensazione è che sia probabile una ridefinizione dei tempi e dei modi del programma in caso di formazione del nuovo governo. “Nonostante il forte allargamento dello spread, le incertezze sull’attuazione delle misure annunciate dalla coalizione e il loro finanziamento suggeriscono di approcciare il mercato del reddito fisso in euro con posizioni tattiche e una quantità limitata di rischio” specificano gli esperti di AMUNDI. La loro convinzione, al momento, è che il potenziale effetto di contagio su altri mercati periferici dovrebbe essere contenuto se il dibattito rimane incentrato sul grado di espansione fiscale italiana. “Se, al contrario, la discussione dovesse allargarsi e riguardare altri aspetti e, soprattutto, rimettere in discussione l’Unione europea, non si può escludere che il contagio possa essere molto più ampio e dannoso per altri spread periferici” concludono i professionisti di AMUNDI.

SPREAD ALLARGATO PERSINO CON IL PORTOGALLO

“Ci aspettiamo che l’Italia continui a negoziare un premio con il Portogallo anche se l’attuale differenziale di circa 35 punti base sui 10 anni si ridurrà probabilmente non appena le parti si renderanno conto che non saranno in grado di realizzare nessuna delle proposte” ha commentato nell’articolo “BTP, lo spread rimarrà più alto anche rispetto al Portogallo” Luca Beldi, Portfolio Manager di TwentyFour Asset Management (gruppo Vontobel) che reputa eccessivo il crollo delle obbligazioni italiane.

GREEN BOND, UN’OPZIONE ALTERNATIVA

Infine, è incoraggiante constatare come l’emissione di obbligazioni verdi (green bond) sia balzata dagli 11 miliardi di dollari del 2013 ai 155 miliardi dello scorso anno. Tuttavia, come si puntualizza nell’articolo “Green economy, allineare il sistema finanziario allo sviluppo sostenibile” sebbene sia una cifra significativa che testimonia come le autorità pubbliche e le banche per lo sviluppo siano ora più attente al tema della sostenibilità, resta sempre un importo modesto se paragonato ai numeri del mercato obbligazionario globale, che vale circa 100mila miliardi di dollari. Migliaia di miliardi di dollari che, invece, potrebbero ogni anno finanziare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e l’Accordo di Parigi sul clima, ai quali arrivano flussi finanziari estremamente più limitati.

alphaspirit / iStock / Getty Images Plus


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28 Maggio 2018
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