Tre motivi per cui la Fed vuole continuare ad aumentare i tassi di interesse

Il tasso reale troppo basso, l’arsenale per la prossima recessione e il giusto tasso ‘neutrale’: ci sono almeno tre motivi che giustificano l’opinione di una Fed incline a nuovi rialzi dei tassi nel 2019

All’inizio dello scorso mese, il Fomc (Federal Open Market Committee), l’organo della Federal Reserve che decide sulle politiche monetarie, ha votato all’unanimità l’aumento del tasso di interesse a breve di un quarto di punto percentuale, portandolo dal 2,25% al 2,5%. Si è trattato del quarto aumento in 12 mesi, una sequenza che era stata delineata un anno fa dagli stessi membri del Fomc, e secondo la quale ci dovrebbero essere altri due aumenti di un quarto di punto ciascuno nel 2019.

DISAPPROVAZIONE DEL MERCATO

Questi ulteriori incrementi dei saggi Usa hanno registrato una diffusa disapprovazione del mercato alla luce del rallentamento della crescita economica e dell’inflazione della Fed (misurata in base al tasso di aumento del prezzo delle spese per i consumi) scesa al di sotto dell’obiettivo ufficiale del 2%. La banca centrale americana ha a lungo dichiarato che la sua politica dei tassi di interesse dipende dai dati economici, ma l’annuncio dei due ulteriori aumenti dei tassi previsti per il 2019 non è stato motivato dai membri del Fomc e lo stesso nelle dichiarazioni della presidente della Fed Jerome Powell alla sua conferenza stampa successiva al meeting di dicembre. Determinare il livello appropriato del tasso di interesse dipende dal bilanciamento di una serie di considerazioni mutevoli. Ma quali considerazioni avrebbe preso in considerazione il Fomc nel decidere di proiettare un tasso più elevato nel 2019?

LE TRE RAGIONI PER RIALZARE I TASSI

Ci sono tre possibilità. Innanzitutto, l’attuale livello del tasso di interesse reale (corretto per l’inflazione) è molto basso. Sottraendo al 2,50% dei tassi Fed il più recente tasso annuo di inflazione misurato dall’aumento dell’indice dei prezzi al consumo (2,2%) si ottiene un tasso reale poco superiore allo zero. Un tasso reale pari a zero potrebbe essere appropriato in un’economia molto depressa, ma non in un’economia in cui il Pil reale dovrebbe essere cresciuto nel 2018 a più del 3% con un tasso di disoccupazione al 3,7%, il più basso dal 1969.

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IL PROBLEMA DI UN BASSO TASSO DI INTERESSE REALE

Un tasso di interesse reale molto basso può causare una serie di problemi gravi. Le imprese, per esempio, sono inclini ad assumere un debito eccessivo. Le banche e gli altri istituti di credito per garantirsi margini accettabili tendono a concedere prestiti a mutuatari di bassa qualità, peraltro imponendo meno condizioni sui prestiti. Gli investitori di portafoglio sono incentivati ad investire nel mercato azionario (allontanati dai bassi rendimenti reali del mercato obbligazionario) e possono far salire il prezzo delle azioni a livelli insostenibili. I governi sono meno rigorosi nella gestione dei deficit di bilancio in quanto il costo degli interessi per il servizio del debito risultante è relativamente contenuto.

L’ARSENALE PER CONTRASTARE LA PROSSIMA RECESSIONE

Una seconda ragione per innalzare il tasso di interesse è che il Fomc ora ha bisogno di un livello più alto per poter ridurre i tassi di interesse durante la successiva crisi economica, quando dovrà stimolare la domanda. L’attuale espansione, una delle più lunghe dalla seconda guerra mondiale, è durata 114 mesi da quando la ripresa è iniziata nel giugno 2009. Anche se al momento non sembrano esserci evidenti segnali di allarme, la prossima recessione potrebbe iniziare nei prossimi due anni.

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FED FUNDS TAGLIATI DEL 5%

Nelle ultime tre recessioni, la Fed ha tagliato il tasso dei Fed funds in media di cinque punti percentuali (rispettivamente di 5 punti, di 4,8 punti e di 5,3 punti percentuali). Ma con un livello iniziale del 2,5%, potrebbe ridurre il tasso dei fondi federali di soli due punti e mezzo percentuali prima di raggiungere lo zero. E’ vero che la Banca nazionale svizzera e la Banca centrale europea hanno ridotto i loro tassi di interesse chiave sotto lo zero, ma è altrettanto vero che questa loro mossa ha creato ingenti problemi alle banche a alle compagnie assicurative. Senza trascurare che non è possibile conoscere quali ulteriori problemi si potranno verificare quando queste banche centrali procederanno nella normalizzazione dei loro tassi di interesse.

IL LIVELLO ‘NEUTRALE’

La terza ragione per cui il Fomc intende procedere per un ulteriore aumento dei tassi consiste nel riportare la politica monetaria al livello ‘neutrale’, cioè quella soglia che non aumenta né deprime la domanda complessiva. Peccato che, come lo stesso presidente Powell ha ammesso, sia particolarmente difficile conoscere il valore di questo livello “neutrale”.  Sebbene la percezione sia quella di essere molto vicini, rimane la sensazione che si possano rendere necessari ancora aumenti dei tassi per raggiungerlo.

amedved/ Getty Images


FinanciaLounge
4 gennaio 2019
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