La “lettura” della Fed e gli spunti per il bond market

di Redazione

Secondo Goldman Sachs AM le prossime mosse di Powell saranno dettate principalmente dagli sviluppi del confronto USA-Cina, mentre Capital Group vede diventare più ripida la curva dei rendimenti americani

Dopo la scelta della Federal Reserve di tenere i tassi fermi ma preparare il terreno a un ribasso forse anche a breve, esperti e mercati si cimentano nella ‘lettura’ della mossa della Banca Centrale guidata da Jerome Powell e nelle valutazioni sulle implicazioni per il mercato, a cominciare dall’obbligazionario americano.
Goldman Sachs AM legge la linea della Fed come una sorta di polizza assicurativa per mettere al riparo la crescita economica e ritiene che il timing e la magnitudo di qualsiasi mossa al ribasso nei prossimi mesi sarà in qualche modo dipendente dalle relazioni commerciali tra USA e Cina. Capital Group guarda al bond market e consiglia di posizionare i portafogli in vista di una curva più ripida dei rendimenti americani, con tassi più bassi sulle scadenze brevi e più alti su quelle lunghe, in conseguenza sia della nuova linea della Fed sia della possibilità che la guerra dei dazi faccia salire l’inflazione.

POSIZIONARE I PORTAFOGLI IN VISTA DI UNA CURVA DEI RENDIMENTI PIÙ RIPIDA

Mike Gitlin, Pramod Atluri e Ritchie Tuazon, rispettivamente Responsabile di Reddito Fisso e portfolio managers di Capital Group, ripercorrono gli eventi degli ultimi sei mesi che hanno visto la Fed passare da rialzi aggressivi a un drastico dietrofront, con la conseguenza che il rendimento del Treasury decennale ha perso 72 punti base dal picco del 2,79% di gennaio, portandosi al minimo del 2,07% a inizio giugno. Secondo i tre esperti una delle massime preoccupazioni degli investitori è la curva dei rendimenti Usa, che si sta avvicinando al punto di inversione, considerata un segnale negativo per l’economia. Ma osservano che con la Fed pronta a tagliare e la possibilità che la guerra dei dazi faccia salire l’inflazione, “posizionare i portafogli in vista di una curva dei rendimenti più ripida ha assolutamente senso”. Capital Group vede un catalizzatore possibile nel mercato delle obbligazioni corporate: il ciclo monetario ha invertito la rotta, e l’esposizione ai tassi d’interesse può addirittura ridurre la volatilità e preservare il valore del portafoglio complessivo, quindi gli investitori “farebbero meglio a concentrare la loro attenzione sul rischio di credito”.

SUL MERCATO DEL CREDITO CI SARANNO VINCITORI E VINTI

Gli esperti di Capital Group ricordano che negli ultimi 10 anni le società si sono indebitate per fare acquisizioni, buy back, aumentare i dividendi e investire. Ma, quando il mercato creditizio inverte rotta e la fase conclusiva del ciclo si trasforma in recessione, alcune di queste stesse società scoprono che i flussi reddituali non riescono a sostenere tutto il debito emesso. Gli investitori che si sono concentrati sul rischio di tasso e si sono orientati sui fondi obbligazionari a maggior rendimento potrebbero scoprire che i loro portafogli hanno ampie esposizioni a molte di queste società, proprio mentre si va verso un contesto molto incerto. Viste le incognite sul fronte commerciale e normativo, ci saranno vincitori e vinti, scrivono nel loro report gli esperti di Capital Group e osservano che gli investitori non vengono remunerati a sufficienza per i rischi che si stanno assumendo in molti segmenti del mercato creditizio.

TUTTI I FATTORI CHE SECONDO GOLDMAN AM SPINGONO VERSO L’ALLENTAMENTO

Per quanto riguarda invece la ‘lettura’ più generale della politica della Fed, Andrew Wilson, CEO EMEA e responsabile globale Fixed Income di Goldman Sachs Asset Management, osserva che la rimozione della parola “paziente” dal comunicato emesso dalla Fed dopo la riunione del FOMC del 18-19 giugno si associa a un linguaggio che indica la disponibilità ad allentare la politica monetaria, mentre anche il “dot plot” delle proiezioni mediane dei membri della Banca Centrale è stato corretto per indicare che i tagli dei tassi saranno probabilmente tagliati quest’anno. L’esperto di Goldman AM Ritene che la Fed sia orientata verso un allentamento da diversi fattori, tra attese di bassa inflazione, la moderata prospettiva di crescita interna, il rallentamento della domanda esterna e a dinamiche strutturali, come l’incertezza sul tasso neutrale. Il tutto potrebbero portare a politiche più accomodanti, sovrapponendo l’economia alla politica, con l’incertezza legata alle tensioni commerciali con ulteriori sfide al ribasso per la crescita economica.

SE LA TENSIONE SUI DAZI CALA LA FED POTREBBE ASPETTARE L’AUTUNNO

La conclusione di Wilson è la previsione di riduzioni dei tassi in via cautelativa quest’anno, con tempistica e la portata che restano incerte e in qualche modo dipendenti dalle relazioni commerciali USA-Cina. Se le tensioni dovessero salire, afferma l’esperto di Goldman AM, “potremmo assistere a un allentamento della Fed già da questa estate, ma se dovessero raffreddarsi, pensiamo che la Fed attenderà di avere un quadro chiaro e abbasserà i tassi dall’autunno in poi”.

Flickr Federal Reserve


FinanciaLounge
20 Giugno 2019
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