Corporate bond globali, se il cambio è coperto

Una delle soluzioni d’investimento alternativo ai titoli di stato è rappresentata oggi dalle emissioni obbligazionarie societarie. In particolare, i corporate bond con merito di credito investment grade, cioè con un rating fino a BBB- nella scala di Standard & Poor’s e fino a Baa3 in quella di Moody’s, offrono in questo momento la possibilità di investire in solide società con rendimenti ancora abbastanza interessanti.

Molte delle società che emettono questi bond, dalla crisi del 2008 in poi, hanno infatti lavorato intensamente riducendo l’esposizione debitoria e incrementando i margini operativi e industriali (Ebitda e Ebit), quindi i profitti e i flussi di cassa. Si tratta di aziende che oggi possono quindi vantare una solidità patrimoniale molto più in ordine di molti stati dell’eurozona e di molti paesi occidentali, e che quindi rappresentano un rischio accettabile per l’investitore.

Il problema è che, molto spesso, il comune risparmiatore non ha le competenze per selezionare le società e i singoli bond emessi da queste e, inoltre, non dispone del tempo necessario per seguire l’andamento del proprio investimento in Borsa. Per queste ragioni è assolutamente raccomandato di sottoscrivere un buon fondo corporate bond globale, tramite il quale, con alcune migliaia di euro, ci si assicura una diversificazione di portafoglio su centinaia di emittenti e titoli di tutte le principali aree geografica dall’Europa agli Stati Uniti, dall’Asia all’Australia e fino ai paesi emergenti.

Tuttavia, non è solo questa la scelta che il sottoscrittore deve fare. Infatti, sul mercato esistono sia fondi obbligazionari globali corporate bond classici a cambio scoperto che gli omologhi con rischio valutario neutralizzato (hedged in euro). E la differenza non è affatto secondaria. Nell’ultimo anno, per esempio, e per la precisione dal 1 luglio 2011 al 26 luglio scorso, mentre un buon fondo obbligazionario globale corporate bond senza copertura del cambio ha reso il 25,96%, il suo omologo con cambio coperto non è andato oltre il 7,77%.

Va tuttavia precisato, che nello stesso arco di tempo, il dollaro (nella cui valuta sono espressi una importante quota di corporate bond a livello mondiale) si è rivalutato del 19,1% sull’euro e la sterlina (altra valuta importante nell’ambito delle emissioni corporate internazionali) del 15,2%: qualora la situazione attualmente molto critica dell’euro tendesse a migliorare o, perlomeno, a stabilizzarsi, si potrebbe assistere all’andamento contrario.




FinanciaLounge
5 Settembre 2012
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