Azionario Europa, la scelta migliore di settore in settore

di FinanciaLounge

Investire nelle Borse europee tramite un buon fondo comune azionario specializzato è la soluzione più comoda ed efficiente. Infatti tramite un solo prodotto e anche con un piccolo capitale (sono sufficienti di solito meno di mille euro per la sottoscrizione iniziale) si mettono in portafoglio le azioni delle Borse di Londra, Zurigo, Francoforte, Parigi, Milano, Amsterdam, Madrid, Bruxelles, Oslo, Stoccolma, Lisbona, Vienna, Copenaghen e Atene.

Il team di gestione del fondo fa poi il resto miscelando opportunamente il peso da attribuire alle singole piazze finanziarie o tramite scelte di tipo macroeconomico (strategia di tipo top down) piuttosto che partendo dalla selezione dei singoli titoli (approccio di tipo bottom up). E sono proprie queste scelte a fare la differenza nella performance del fondo a breve e soprattutto a medio lungo termine. Vediamo perché.

Negli ultimi due anni, dal 20 luglio 2010 al 20 luglio scorso, l’indice Msci Europe, rappresentativo di tutte le Borse del Vecchio Continente, ha guadagnato il 4,44% ma evidenziano profonde differenze nelle performance tra i diversi settori. Si passa infatti dal +32,3% dell’healthcare al +26,49% dei beni di consumo di prima necessità, al +21,63% dei beni di consumo discrezionali, al +19,71% dell’energia. Intorno alla media invece i settori materiali di base (4,37%) e industriali (4,05%) mentre in territorio negativo sono finiti i settori telecom (-2,85%), utilities (-15,06%) e finanziario (-24,18%).

Ne deriva che se un gestore azionario Europa negli ultimi due anni avesse, per esempio, diminuito del 10% il peso nei finanziari (anche alla luce della crisi del settore) e di un 5% quello verso utilities e telecom e sovrappesare del 5% l’energia, i beni di consumo discrezionali, l’healthcare e i beni di consumo di prima necessità, avrebbe potuto triplicare la performance fino al +12,57% senza stravolgere il profilo di rischio complessivo del fondo.

Ancora di più, poi si sarebbe potuto fare a livello di scelte di singoli titoli perché anche all’interno di un unico settore si possono trovare società di qualità o sottovalutate e aziende sopravvalutate o in difficoltà.




30 Agosto 2012
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