Attese & Mercati – Settimana dal 30 settembre 2019

di Redazione

Le asset class globali chiudono i primi 9 mesi in positivo nonostante qualche sbandamento estivo, ora si spera in Santa Klaus. Indici dell’incertezza alle stelle ma di solito i ‘cigni neri’ non si fanno annunciare. Xi Jinping soffia 70 candeline del ‘sogno cinese’

IN ATTESA DI SANTA KLAUS DOPO NOVE MESI POSITIVI CON QUALCHE PROBLEMA ESTIVO

Parte l’ultimo trimestre di un anno che sui mercati non è stato poi così male. Gli occhi ora sono puntati sulla tenuta dell’espansione economica e degli utili societari in America e sulle valutazioni degli asset europei, con Draghi che dal primo novembre lascia il timone della Bce nelle mani della Lagarde. Nel resto del mondo governi e banche centrali sono pronti a mettere mano a stimoli fiscali e monetari per mantenere l’economia del globo sul sentiero della crescita, che continua a viaggiare a una velocità del 3%. La chart qui sotto ripresa da Reuters mostra come quasi tutte le asset class abbiano performato non male nei primi 9 mesi del 2019, anche se tra luglio e settembre c’è stata qualche sbandata, con la notevole eccezione del BTP italico che invece ha fatto faville. Le sbandate estive verranno recuperate da un rally di Santa Klaus o andrà in scena una replica del brutto finale del 2018? C’è da dire che questa volta almeno non c’è una Fed che rema contro.

Performance delle asset class globali da inizio anno (blu) e nel terzo trimestre (rosso)
Performance delle asset class globali da inizio anno (blu) e nel terzo trimestre (rosso)

GLI INDICI CHE SEGNALANO INCERTEZZA GLOBALE AI MASSIMI FORSE VANNO LETTI AL CONTRARIO

Un mare di incertezze incombe su mercati e economie. Guerra dei dazi, Brexit infinita, mondo al bivio tra ripresa e recessione, l’universo rovesciato dei tassi negativi, le tensioni nel Golfo, e ora anche l’impeachment che i democratici stanno cercando di intentare a Trump. Esistono molti ‘indici’ delle incertezze politiche che impattano l’economia, costruiti con l’idea che più alta è l’incertezza, più investitori, imprese e consumatori si fanno da parte e rimandano le scelte in attesa di capirci qualcosa. Qui sotto riportiamo quello che ha scelto di pubblicare Reuters venerdì scorso che traccia un quadro allarmante, l’incertezza è ai massimi da vent’anni.

Se il grafico rispecchiasse la realtà dovremmo assistere a crollo dei consumi e degli investimenti e a prezzi degli asset in picchiata sui mercati. L’indice si basa su diverse componenti, come le prime pagine dei giornali o le divergenze tra i dati economici. Forse questo tipo di indice andrebbe letto dal punto di vista ‘contrarian’, più grossi sono i titoli e meno c’è da preoccuparsi. Quando è in arrivo, il cigno nero non si fa preannunciare dai media.

XI JINPING CELEBRA IL SOGNO CINESE A 70 ANNI DALLA NASCITA DELLA REPUBBLICA POPOLARE

La vecchia Unione Sovietica è arrivata solo al 69esimo compleanno, fondata nel dicembre del 1922 fu dichiarata dissolta da Gorbaciov a Natale del 1991. La Repubblica Popolare Cinese invece martedì 1 ottobre compie 70 anni da quando fu proclamata da Mao Zedong davanti a una folla sterminata in piazza Tienanmen. Il presidente Xi Jinping coglierà l’occasione per celebrare il ‘sogno cinese’ realizzato, fatto di potenza economica e militare, rispetto e ammirazione globalmente riconosciuti, capacità di rinnovarsi e ammodernarsi nel segno del mercato senza rinunciare al comunismo. I mercati ascolteranno con attenzione anche per cogliere novità sul fronte della guerra dei dazi, ma terranno d’occhio anche dati importanti in arrivo, a cominciare dall’indice manifatturiero di settembre, atteso in contrazione per il quinto mese consecutivo, con la produzione industriale che ad agosto ha rallentato ai minimi di 17 anni. Sarà un po’ indigesto anche il maiale, piatto preferito dai cinesi, per i prezzi alle stelle, non per colpa dei dazi di Trump ma della peste suina che imperversa.




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30 Settembre 2019
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