Guerra commerciale ed europee, mercati tra due fuochi

di Redazione

Giovedì 23 maggio è atteso un importante test sul momentum economico con la pubblicazione dei dati preliminari relativi al mese di maggio dei Pmi, gli indici compositi dell’attività manifatturiera

Come previsto, anche la scorsa settimana è stata condizionata in ambito finanziario dal riacutizzarsi della disputa commerciale tra Washington e Pechino, con le autorità cinesi pronte a formulare una risposta ferma all’incremento dei dazi da parte di Trump. Un braccio di ferro che, da ieri, ha aperto un nuovo pericoloso capitolo con un focus a livello aziendale.

ESCALATION HUAWEI

Il blocco delle forniture software e hardware statunitensi al colosso tecnologico Huawei ha provocato un piccolo terremoto nel settore tecnologico per le conseguenze, ancora tutte da valutare, che potrebbe provocare sia a livello di singole aziende e sia, soprattutto, all’intero settore tecnologico che negli ultimi anni ha trainato l’andamento dei mercati azionari (non soltanto statunitensi).

IN FILA PER ACQUISTARE BUND E TREASURY

Questa nuova ondata di tensioni nella guerra commerciale tra Usa e Cina ha spinto gli investitori ad acquistare in modo massiccio le obbligazioni degli emittenti ‘core’ con la conseguenza di far diminuire i rendimenti dei Treasury (titoli di stato Usa) e Bund (governativi tedeschi)– che si muovono in direzione alle quotazioni- che sono tornati sui minimi dell’anno.

Mercati presi in contropiede da Trump, ma senza eccessi di volatilità

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AZIONARI EMERGENTI IN DIFFICOLTÀ

In ambito azionario, mentre la volatilità si mantiene su livelli medio bassi – soprattutto se confrontati con i picchi del 2018 – gli indici di Borsa, dopo un’iniziale sbandamento, hanno mostrato un recupero con l’eccezione dei mercati emergenti che, infatti, evidenziano a questo punto una correzione a doppia cifra rispetto ai massimi segnati circa un mese fa.

FOCUS SUI DATI MACROECONOMICI

“Mentre gli sviluppi sui negoziati sino-americani restano osservati speciali, l’attenzione degli investitori sarà rivolta anche ai dati macroeconomici – in particolare agli indici di fiducia delle imprese dell’area euro e americane- e al possibile esito delle elezioni europee”, fanno sapere gli esperti di Euromobiliare Sgr.

APPUNTAMENTO PER GIOVEDÌ 23

A questo proposito giovedì 23 maggio è atteso un importante test sul momentum economico con la pubblicazione dei dati preliminari dei Pmi– l’indice composito dell’attività manifatturiera – relativi al mese di maggio.
“Ci aspettiamo che nella zona euro l’indice composito possa mostrare un marginale incremento grazie al contributo sia del comparto manifatturiero che dei servizi”, spiegano i professionisti di Euromobiliare Sgr. “L’indice relativo alla manifattura, in particolare, pur permanendo al di sotto di quota 50 – la soglia che discrimina l’espansione dalla contrazione – dovrebbe confermare un’inversione rispetto al trend di ininterrotta discesa degli ultimi 5 trimestri”. Al di sopra di quota 50, invece, si è mantenuta la fiducia delle imprese statunitensi: le attese sono per una sostanziale stabilità, rispetto al dato di aprile, del livello di attività di servizi e manifatturiero.

ELEZIONI EUROPEE, LE IMPLICAZIONI DEL VOTO

Infine, uno sguardo alle consultazioni europee che partiranno il 23 maggio per concludersi domenica 26, giornata alla fine della quale avverrà lo spoglio di tutti i voti. Le previsioni segnalano una maggior frammentazione del parlamento rispetto a quello uscente con i partiti tradizionali che sembrerebbero destinanti a perdere seggi. Ma, come specificano gli esperti di Euromobiliare Sgr, non si può escludere che gli esiti del voto possano avere risvolti significativi a livello di singoli paesi, in particolare in Italia e nel Regno Unito.

z_wei / iStock / Getty Images Plus


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22 Maggio 2019
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