Mercati presi in contropiede da Trump, ma senza eccessi di volatilità

di Redazione

La correzione dei mercati, in particolare delle asset class rischiose è stata finora limitata. Attesa per questa settimana la conferma del trend di ripresa dei consumi negli Stati Uniti

Ancora una volta i tweet del presidente Trump hanno scompaginato la calma dei mercati finanziari. E’ successo la scorsa settimana dopo che il tycoon americano ha minacciato un rialzo dei dazi, dal 10% al 25%, su merci importate dalla Cina per un controvalore di 200 miliardi di dollari. Decisioni puntualmente entrate in vigore venerdì scorso dopo una settimana dominata dall’inatteso inasprimento della disputa commerciale tra Washington e Pechino proprio quando la situazione sembrava fosse avviata ad una soluzione concordata tra le parti.

REAZIONE NEGATIVA MA COMPOSTA DEI MERCATI

“La reazione dei mercati finanziari a questa inattesa escalation non poteva che essere negativa, sebbene un primo bilancio delle perdite registrate dalle asset class rischiose evidenzi cali non eccessivamente estesi” fanno sapere gli esperti di Euromobiliare Sgr.

TOKYO ED EMERGENTI PIU’ PENALIZZATI

Infatti, l’indice azionario globale MSCI world ha chiuso la settimana con un calo inferiore ai tre punti percentuali mentre Wall Street si è confermata la piazza finanziaria più difensiva, arrestando la caduta dell’S&P 500 a -2.1%: al contrario, sia i mercati emergenti (MSCI emerging markets) che Tokyo (MSCI Japan) hanno accusato perdite superiori ai quattro punti percentuali, penalizzati dalla significativa esposizione e dipendenza dal commercio globale.

RITORNO AL RISK OFF

Il quadro della situazione, relativo alla settimana caratterizzata dal ritorno al risk-off (avversione al rischio), si completa con i rendimenti dei governativi core in discesa (con i prezzi che si sono mossi in direzione opposta ai rendimenti, e cioè in rialzo), yen forte e spread di credito (differenziali delle obbligazioni societarie rispetto ai rendimenti dei governativi core) in allargamento.

VOLATILITA’ IN AUMENTO, MA SENZA ECCESSI

“Lo scenario è stato propizio ad un brusco rialzo della volatilità, senza che tuttavia raggiungesse i livelli registrati in precedenti episodi legati a turbolenze e incertezza politica” sottolineano i professionisti di Euromobiliare Sgr. Il loro riferimento è all’andamento del VIX, l’indice che misura la volatilità attesa dell’azionario statunitense in base alle opzioni sull’indice S&P500; ebbene se il suo valore era balzato a quota 26 punti, in occasione del referendum britannico, e a quota 22 punti , in concomitanza con l’esito delle elezioni di Trump nel 2016, la scorsa settimana non ha mai chiuso sopra i 20 punti, per poi ripiegare a quota 16 (nella seduta di ieri ha chiuso a 19,5).

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Volatilità, ma non troppa

IN ATTESA DI MAGGIORI INDICAZIONI

“Resta il fatto che solo nei prossimi giorni sarà possibile verificare la tenuta degli investitori per potere esclude un’inclinazione più sistematica verso un orientamento più difensivo degli asset in portafoglio” tengono a precisare gli esperti di Euromobiliare Sgr.

DOMANI LE VENDITE AL DETTAGLIO NEGLI USA

I quali, come di consueto, concludono il commento settimanale ai mercati segnalando l’unico dato di rilievo in agenda questa settimana: quello delle vendite al dettaglio statunitensi relativo al mese di che sarà pubblicato domani.
“Ci aspettiamo, al massimo, un lieve incremento dopo il robusto aumento di tutte le principali categorie di spesa in marzo. Ma di entità sufficiente a confermare il trend di ripresa dei consumi dopo la debolezza registrata nell’ultimo trimestre del 2018” puntualizzano i professionisti di Euromobiliare Sgr.

PhonlamaiPhoto / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
14 Maggio 2019
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