Perché il Giappone torna interessante per l’investitore in azioni

di Virgilio Chelli

Columbia Threadneedle segnala una serie di motivi per cui potrebbe essere l’ora delle azioni nipponiche: riforma della governance societaria, prezzi a sconto, aggancio della ripresa e Olimpiadi in arrivo

L’azionario giapponese non ha fatto eccezione nel 2019 e ha concluso un anno alla fine positivo per l’investitore ma, a differenza di altre piazze come Wall Street, negli ultimi anni non ha dato grandi soddisfazioni con il principale indice, il Nikkei 225, che non è uscito dall’ampio range in cui si è mosso da inizio 2018 tra i 20.000 e i 24.000 punti, livello che rimane sostanzialmente una barriera sin dai primi anni 90 del secolo scorso. Ma ora vi sono diverse ragioni per tornare a essere ottimisti sulle azioni giapponesi nel 2020, secondo l’analisi proposta ai Daisuke Nomoto, responsabile azioni giapponesi di Columbia Threadneedle Investments.

LE RIFORME STRUTTURALI E L’USO DELLA LIQUIDITÀ IN ECCESSO AUMENTANO LA REDDITIVITÀ

Per prima cosa, l’esperto di Columbia Threadneedle sottolinea che bisogna considerare l’elevato numero di riforme strutturali attuate in Giappone, in particolare, le riforme della corporate governance che rappresentano un importante punto di svolta per gli investitori azionari a lungo termine. Inoltre, la rinnovata enfasi sull’utilizzo della liquidità in eccesso per finanziare riacquisti di azioni proprie, dividendi e acquisizioni ha già permesso di raddoppiare la redditività del capitale proprio a circa il 10% negli ultimi cinque anni, in linea con le medie europee. Nomoto ritiene che questa tendenza possa accentuarsi ulteriormente, il che può solamente essere positivo per le quotazioni azionarie della Borsa di Tokyo.

DIVERSI INDICATORI PUNTANO A UNA RIPARTENZA DELL’ECONOMIA

L’esperto della casa d’investimento sottolinea poi che non bisogna dimenticare l’economia giapponese. Anche se la crescita economica globale ha segnato il passo nel 2019, alcuni segnali indicano che la congiuntura potrebbe aver raggiunto il suo punto più basso. In particolare, così come avvenuto nel resto dell’Asia e in Europa, la produzione industriale giapponese ha registrato una ripresa, come confermato dall’aumento delle esportazioni e degli ordini di macchine utensili. Secondo Nomoto, una situazione di stabilità che sarebbe sufficiente a sostenere le azioni giapponesi, soprattutto i titoli ciclici.

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Infine, seguendo l’analisi proposta da Columbia Threadneedle, le azioni nipponiche dovrebbero aver scontato già gran parte dei rischi di ribasso legati ai negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, il cui esito favorevole eserciterebbe un impatto nettamente positivo sul mercato azionario giapponese, fortemente orientato al ciclo economico. Inoltre le valutazioni attuali delle azioni nipponiche appaiono molto interessanti, sia in termini di rapporto prezzo/valore contabile sia in termini di rapporto prezzo/utili, in quanto ai livelli attuali sono tra le più sottovalutate dei mercati sviluppati.

LA SPINTA CHE PUÒ ARRIVARE DALLE OLIMPIADI COME ACCADDE NEL 1964

Nota finale suggerita da Columbia Threadneedle le Olimpiadi del 2020 che si terranno in Giappone, un fattore che l’investitore non deve sottovalutare. Nomoto ricorda che nel 1964 il Giappone sfruttò l’occasione dei giochi olimpici per esibire il suo pionieristico treno ad alta velocità, lo Shinkansen, mentre questa volta i giochi saranno l’occasione per mettere in vetrina le sue numerose innovazioni tecnologiche d’avanguardia, dalla robotica alla guida autonoma. In conclusione, secondo Columbia Threadneedle, le Olimpiadi sono un altro buon motivo per ritenere che il 2020 sarà un anno positivo per le azioni giapponesi.

Virgilio Chelli / iStock / Getty Images Plus


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24 Gennaio 2020
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