Mercati azionari e obbligazionari al bivio

di Redazione

Mercati azionari o obbligazionari? Bhandari (Columbia Threadneedle Investments) non esclude uno scenario “misto”, ma ha ridotto il rischio complessivo assunto nei portafogli multi-asset a rendimento totale mantenendo l’esposizione nelle azioni di società eccellenti

L’attuale contesto dei mercati finanziari evidenzia limitati margini di manovra, con le insidie che si moltiplicano inducendo gli investitori all’errore. Tuttavia, secondo Maya Bhandari, gestore di portafoglio multi-asset di Columbia Threadneedle Investments, è possibile adottare una strategia solida capace di catturare il valore nascosto e tenere sotto controllo i rischi.

AZIONI DI SOCIETA’ ECCELLENTI

“Le azioni di società eccellenti costituiscono, a nostro avviso, un valido asset sul quale posizionarsi e di conseguenza manteniamo un peso in linea con quello del mercato. Al contempo, non possiamo trascurare i rischi di errore che in questa fase risultano più frequenti del solito, e, coerentemente con questa consapevolezza, abbiamo ridotto il rischio complessivo assunto nei portafogli multi-asset a rendimento totale: la nostra attenzione è concentrata sulla ricerca di opportunità, in termini di premio al rischio più significativo, nelle varie asset class e nicchie di mercato”, riferisce Bhandari. L’esperta ha inoltre deciso di modificare il posizionamento da favorevole a neutrale sulle materie prime, in linea con prospettive di crescita debole ma positiva.

COSA SEGNALA IL MERCATO OBBLIGAZIONARIO…

Le considerazioni di Bhandari partono dalla constatazione del fatto che gli attuali prezzi del mercato obbligazionario e di quello azionario disegnano prospettive antitetiche tra loro. Le curve dei rendimenti di Stati Uniti, Europa e Regno Unito ipotizzano che nei prossimi due anni i tassi d’interesse overnight controllati dalle principali banche centrali saranno più bassi rispetto ai livelli attuali, con gli istituti centrali impegnati a mantenere i tassi d’interesse al di sotto del tasso di inflazione a tempo indeterminato: una politica che in passato è stata associata a prospettive di depressione economica.

… E QUELLO CHE RACCONTA L’AZIONARIO

Il mercato azionario, invece, prosegue imperterrito il suo trend rialzista che dura da oltre 10 anni, nella convinzione che le maggiori dimensioni dei mercati azionari, che inglobano informazioni prospettiche relative a migliaia di singole imprese, possano garantire la sostenibilità dei profitti e delle valutazioni. “Questo significherebbe che i mercati azionari possono essere in qualche modo ‘più intelligenti’ rispetto a quelli obbligazionari, che stanno segnalando qualcosa di evidentemente errato. Pertanto, se avessero ragione le Borse il rallentamento dei dati macroeconomici dovrebbe essere prossimo alla fine, mentre la risoluzione delle dispute commerciali tra Washington e Pechino riuscirà a innescare una vigorosa espansione economica reflazionistica nella seconda metà dell’anno”, specifica Bhandari.

A caccia di valore tra le azioni europee

A caccia di valore tra le azioni europee

DUE MERCATI AL BIVIO

In pratica delle due l’una: o il mercato obbligazionario o quello azionario è destinato a una correzione significativa. Se si rivelasse corretta la prospettiva delineata dalle valutazioni del mercato azionario gli investitori dovrebbero vendere obbligazioni nell’ipotesi – incorporata nei prezzi delle Borse – che i rendimenti salgano e i prezzi – che si muovono in direzione opposta ai rendimenti – scendano. Al contrario, se a prevalere fosse la prospettiva disegnata dal mercato obbligazionario, gli investitori farebbero bene a liberarsi delle azioni prima del loro crollo come sembrerebbe già incorporato nelle valutazioni del mercato a reddito fisso.

IL POSSIBILE CONTESTO ‘MISTO’

“Esiste un contesto in cui i corsi dei mercati azionario e obbligazionario appaiono coerenti”, fa sapere Bhandari, che poi spiega: “Nel caso in cui le banche centrali implementassero tagli dei tassi capaci di scongiurare una recessione, ma insufficienti ad alimentare un livello di inflazione tale da permettere di tornare a innalzare i tassi, nel prossimo futuro si genererebbe un contesto misto”.

PREMIATE LE SOCIETA’ SOLIDE CAPACI DI CRESCERE

Uno scenario nel quale a soffrire sarebbero le prospettive di crescita dei profitti aziendali, che premierebbero le società in grado di aumentare i propri fatturati mediante l’esposizione ai nuovi mercati o alla loro capacità di conquistare quote di mercato. Aziende che potrebbero esprimere multipli – come, ma non solo, il rapporto prezzo / utili (p/e) – significativamente più elevati rispetto a tutte quelle compagnie esclusivamente dipendenti dalla crescita economica globale. Un premio che verrebbe riconosciuto anche in presenza di un extra rendimento modesto rispetto alla media di mercato, dal momento che lo scenario di riferimento sarebbe di sostanziale stagnazione economica.

RISCHIO DI AUMENTO DEI DEFAULT

“Sul versante opposto, sempre in questo scenario ‘misto’, avremmo un incremento delle difficoltà dei mutuatari in sofferenza – e quindi dei tassi di default – in quanto la propria capacità di pagare interessi e restituire il capitale chiesto in prestito sarebbe messa a dura prova dalla mancanza di una ripresa della crescita economica”, sottolinea Bhandari.

SCENARIO DI GIAPPONESIZZAZIONE MONDIALE

La quale definisce tale scenario come “giapponesizzazione” mondiale, peraltro non troppo lontano da quello attualmente scontato sia da mercati obbligazionari che da quelli azionari e che, proprio per questo, potrebbe effettivamente prendere corpo, sebbene non manchino gli ostacoli. Per esempio, un’eventuale contrazione dei profitti aziendali tenderebbe a indebolire in modo sostanziale le Borse: gli utili 2019 sono stati continuamente rivisti al ribasso mentre quelli del 2020, al momento, risultano ancora immuni dalle revisioni, e potrebbero soffrire un ulteriore rallentamento dell’economia globale. In secondo luogo, se la crescita dei profitti nel prossimo anno non si dovesse materializzare, l’unico modo per vedere salire le quotazioni dell’equity è sulla base di un incremento dei multipli. I quali, però, sono guidati dal calo dei rendimenti obbligazionari in un contesto di indebolimento economico. “Il problema è verificare se i multipli azionari potranno persistere su livelli storicamente elevati nel caso in cui i quattro tagli dei tassi anticipati dalle valutazioni dei Treasury Usa non dovessero verificarsi”, conclude Bhandari.

XtockImages / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
23 Agosto 2019
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