Wall Street può continuare a primeggiare tra le piazze finanziarie

Turnill (BlackRock) non vede segnali di situazioni estreme nel mercato: le valutazioni dei titoli azionari a livello globale viaggiano all’interno delle loro gamme storiche.

Nessun segnale di pericolo per la salute del mercato azionario statunitense. Pertanto, la leadership che Wall Street ha sfoggiato nel 2018 rispetto alle altre piazze finanziarie internazionali può proseguire. Lo sostiene Richard Turnill – BlackRock’s Global Chief Investment Strategist, nel proprio commento settimanale ai mercati dal titolo ‘Fear not a “narrow” stock market’. L’esperto, osservando la costante espansione economica a livello globale, ribadisce la propria  preferenza per le azioni rispetto alle obbligazioni mentre le solide stime sugli utili del 2018 incoronano Wall Street come sua Borsa preferita. E questo nonostante le crescenti preoccupazioni che la corsa al rialzo quasi decennale delle azioni globali stia alimentando l’ansia per la sua capacità di resistere.

POCHI TITOLI TRAINANO L’INDICE S&P500

In quest’ottica uno dei timori specifici su Wall Street consiste nel numero limitato di azioni che trainano il listino: si tratterebbe infatti di una situazione fragile, dal momento che un piccolo gruppo di titoli (sebbene ad elevata capitalizzazione) contribuisce in modo rilevante alle performance dell’indice rappresentativo di tutto il mercato. “Consideriamo la solida performance azionaria attuale, in particolare negli Stati Uniti, come frutto di ampia base di titoli e, soprattutto, guidata da fondamentali sani e da una robusta dinamica degli utili” dice senza mezzi termini Richard Turnill.

NESSUNA SITUAZIONE ESTREMA

È vero che alcuni titoli con il rendimento più elevato dell’S&P 500 quest’anno hanno alzato il livello dell’indice mascherando rendimenti più contenuti al di sotto della media.  Tuttavia la leadership di mercato più ristretta di quest’anno è tutt’altro che estrema, come dimostra l’analisi storica. Resta comunque il fatto che il mercato azionario statunitense nel 2018 sembra avere pochi player che spiccano in termini di extra performance. Le prime 10 società per rendimento da inizio anno rappresentano il 53% del rendimento totale, contro il 30% nel 2017. Tuttavia questo non dice molto sul resto dei componenti dell’indice. La crescita media degli utili per azione (EPS) quest’anno è pari al 21%, ben al di sopra della media degli ultimi 20 anni.

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VALUTAZIONI ALL’INTERNO DELLE LORO GAMME STORICHE

Non vediamo segnali di situazioni estreme nel mercato. Le valutazioni dei titoli azionari a livello globale viaggiano all’interno delle loro gamme storiche” puntualizza Richard Turnill.
D’altra parte negli Stati Uniti le valutazioni sono al di sopra della media a lungo termine ma non eccessive, se non per un piccolo gruppo di azioni. I 10 titoli con la migliore performance da inizio anno nell’S&P 500 evidenziano un rapporto medio prezzo/utili (p/e) in base ai profitti attesi per i prossimi 12 mesi di 48, mentre tale rapporto sull’intero indice si posiziona ad un più ragionevole  17,2.

VOLATILITÀ TRASVERSALE

“La volatilità trasversale – una misura della dispersione dei rendimenti azionari nell’intero listino – è vicina al livello più basso degli ultimi 20 anni nella maggior parte delle regioni principali, secondo il team di analisi rischi e quantitativa di BlackRock. Ciò suggerisce che la maggior parte delle azioni sta marciando nella stessa direzione, mentre l’extra rendimento dei titoli leader di mercato è stata certamente persistente ma anche trainata da solidi fondamentali” specifica l’esperto che, in tutti i casi, esclude qualsiasi legame tra l’evidenza di un mercato ‘ristretto’ (cioè dove le performance di pochi soggetti trainano l’indice)  e l’andamento del mercato azionario a termine.

LA CORREZIONE DEI MERCATI EMERGENTI

Non solo. Richard Turnill aggiunge che la mancanza di ampiezza assume un modesto potere predittivo nelle correzioni di mercato. “Il recente selloff (vendita di titoli sul mercato senza limitazioni né i quantità e né di prezzo) delle azioni dei mercati emergenti è stata guidata da un gruppo relativamente ristretto di titoli, con le 10 performance inferiori nell’indice MSCI Emerging markets che rappresentano quasi il 40% del totale. Un singolo titolo era responsabile del 14% del calo. Tuttavia, riteniamo che le azioni dei mercati emergenti siano supportate sia da valutazioni interessanti e sia da utili robusti” conclude l’esperto.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da BlackRock




FinanciaLounge
11 ottobre 2018
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