ISC e TER

Dal 26 maggio 2010, i conti correnti bancari devono rendere noto il cosiddetto ISC, indicatore sintetico dei costi.
Si tratta del controvalore in euro di quanto verrà a costare in un anno il conto.
Per i fondi comuni d’investimento l’Isc è previsto già da molti anni e si chiama TER, Total Expense Ratio.
E’ calcolato in base al rapporto tra il totale degli oneri posti a carico del fondo (e quindi dei sottoscrittori) ed il patrimonio medio annuo dello stesso.
Se, per esempio, il fondo Alfa gestisce un patrimonio medio annuo di 100 milioni di euro e totalizza costi per 2 milioni di euro, il suo Ter sarà del 2%.
Ma non tutte le voci di spesa rientrano nel calcolo del’Expense Ratio;figurano le commissioni di gestione e quelle di incentivo o di performance (dovute se il gestore registra o un rendimento superiore a un preciso indice di riferimento di mercato o un obiettivo fissato nel prospetto informativo), le spese amministrative che coprono i costi sostenuti per spedire i prospetti e i report annuali, gli oneri pubblicitari (sia gli obbligatori, come quelli per informare i sottoscrittori sui cambiamenti apportati al fondo, e sia i promozionali),le spese legali, i diritti dovuti agli enti di Vigilanza.
Sono invece escluse le commissioni di entrata e di uscita del fondo e gli oneri fiscali.

FinanciaLounge
23 marzo 2015
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