L'outlook

Prospettive macro per il 2026: un equilibrio sempre più precario

Secondo Columbia Threadneedle Investments gli investitori dovranno muoversi in un contesto sempre più complesso tra pressioni inflazionistiche e debito pubblico in aumento. Trend del futuro: intelligenza artificiale e energia

di Silvia Longo 12 Dicembre 2025 08:00

financialounge -  Columbia Threadneedle Investments dazi debito pubblico inflazione mercati
L'economia globale si sta avviando verso un equilibrio sempre più precario. Il 2026, infatti, sarà definito dalla capacità con cui policymakers ed investitori sapranno orientarsi con successo in un contesto sempre più complesso. È quanto emerge dall'outlook 2026 di Columbia Threadneedle Investments. Tutto ciò, nonostante nel corso del 2025, la crescita ha dimostrato una sorprendente solidità, l'inflazione è stata moderata, anche se non in modo uniforme, e i mercati hanno continuato a crescere.

IL 2025 TRA INFLAZIONE E DAZI


Il 2025, secondo l'analisi di William Davies, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments, ha confermato le attese: mercati azionari in crescita, taglio dei tassi graduali e inflazione sotto controllo. La crescita degli utili societari negli Stati Uniti, però, è stata inferiore alle aspettative ma resiliente e sostenuta dal settore tecnologico. La domanda dei consumatori, poi, si è dimostrata solida e in grado di sostenere la crescita, nonostante le pressioni inflazionistiche. L'inflazione si attesta vicino al 2% nell'Eurozona, quasi al 3% negli Stati Uniti e circa al 4% nel Regno Unito. Queste differenze sono il riflesso sia delle politiche domestiche sia dell'introduzione dei dazi.

OUTLOOK 2026 CON DAZI E NUOVE PRESSIONI INFLAZIONISTICHE


L'attuale contesto inflazionistico, rileva l'analisi di Davies di Columbia Threadneedle Investments è diverso rispetto a quello del periodo post-Covid. Dopo la pandemia, infatti, l'inflazione è stata alimentata da un eccesso di domanda e da vincoli di offerta in seguito alla riapertura delle economie; oggi, invece, è influenzata dai vincoli dell’offerta legati alla politica commerciale e all’incertezza geopolitica. Secondo l'outlook  i dazi contribuiranno ad aumentare le pressioni inflazionistiche. Questo perché l’aumento dei costi delle importazioni tende a tradursi in richieste salariali più elevate e in un maggiore potere di determinazione dei prezzi lungo la catena di approvvigionamento. In più, i dazi hanno anche avuto l’effetto più ampio di interrompere le catene di approvvigionamento e ritardare i processi di decision-making aziendali. Se le imprese hanno inizialmente assorbito parte di questi costi per il futuro, secondo l'analisi, ci sarà un maggiore trasferimento verso i consumatori.

BANCHE CENTRALI SOTTO PRESSIONE


Le banche centrali continuano a operare in modo indipendente. Uno status recentemente messo alla prova con il presidente Trump che ha chiaramente espresso una preferenza per tassi più vicini all'1% che al 4%. La Fed, inoltre, deve scegliere il successore di Powell il cui mandato è in scadenza a maggio 2026. Secondo l'analista Davies, un orientamento verso nomine politicamente allineate all’attuale amministrazione potrebbe compromettere la capacità della banca centrale Usa di perseguire il suo obiettivo di lungo periodo di stabilità dei prezzi. Gli investitori dovrebbero rimanere vigili e considerare le implicazioni per le aspettative di inflazione e la valutazione degli asset.

DEBITO PUBBLICO IN CONTINUO AUMENTO


Un altro fattore da considerare è il debito pubblico, che sta diventando sempre più un vincolo per il mercato. Gli Stati Uniti, ad esempio, si avviano a superare il 130% del rapporto debito/PIL entro il 2030. La Francia dovrebbe raggiungere il 118% entro il 2026, con un deficit stabile sopra il 5% del PIL. Il fatto che i rendimenti decennali in Francia superino quelli di Italia e Spagna, una volta al centro delle preoccupazioni durante la crisi dell'euro nel 2009, evidenzia quanto rapidamente gli investitori possano rivalutare il rischio finanziario, anche nei mercati sviluppati.

DEBITO PUBBLICO COME ASPETTO CRITICO


Secondo l'outlook di Columbia Threadneedle Investments il debito pubblico sarà un potenziale aspetto critico nel 2026. Un allarme sui finanziamenti in un’economia avanzata potrebbe aumentare il costo dei prestiti anche nelle altre, mettendo alla prova l’assunto secondo cui i mercati sviluppati sarebbero immuni dalle pressioni tipicamente associate ai mercati emergenti. Gli investitori, quindi, devono bilanciare l'esposizione tra le regioni e mantenere della liquidità nel caso in cui si verifichi una maggiore volatilità. Inoltre, secondo Davies, il rischio di errori di politica monetaria sta aumentando, in particolare la decisione di tagliare troppo in fretta. Abbassare i tassi a breve termine per alleviare le tensioni finanziarie potrebbe irripidire bruscamente le curve dei rendimenti nel caso in cui gli investitori obbligazionari perdessero fiducia nel controllo dell’inflazione, aumentando il costo di finanziamento a 5-10 anni e attenuando qualsiasi beneficio derivante dall’allentamento dei tassi a breve termine. L'esperienza di inizio 2025, quando i dazi reciproci hanno temporaneamente destabilizzato i mercati obbligazionari statunitensi, sottolinea questo rischio. In questo contesto, i mercati obbligazionari continuano a esercitare una forza regolatrice sia per i governi che per le banche centrali.

LA TRANSIZIONE DEL COMMERCIO GLOBALE


Dazi e incertezza politica hanno modificato la logica della globalizzazione. In passato, infatti, le società potevano espandersi liberamente, oggi sono incentivate a rilocalizzare la produzione a livello domestico o verso Paesi "amici". Secondo l'analisi l'instabilità commerciale persisterà e ora che i dazi sono stati introdotti, sarà difficile eliminarli. In questo specifico contesto di mercato, i mercati emergenti stanno affrontando sia difficoltà che opportunità. L’indebolimento del dollaro statunitense ha alleviato la pressione sul debito estero, ma alcuni di questi Paesi, come ad esempio Cina e India, devono affrontare alcune delle maggiori restrizioni tariffarie, rispettivamente del 47% e del 50%. D’altra parte, entrambi beneficiano di un PIL pro capite più basso che lascia ampio margine di manovra per la crescita interna. L'esposizione selettiva all'interno dei mercati emergenti è giustificata, ritiene Columbia Threadneedle Investments, con particolare attenzione a quelli che beneficiano dei nuovi riallineamenti della catena di approvvigionamento e di valute competitive.

IL POTENZIALE DEGLI INVESTIMENTI NELL' INTELLIGENZA ARTIFICIALE


Gli investimenti nell'intelligenza artificiale, rileva l'analisi, sono ancora in una fase iniziale, caratterizzata da un potenziale straordinario e da chiari segnali di eccesso fiscale. Un elemento di preoccupazione è la circolarità dato che le società investono nei propri fornitori e partner, offuscando le esposizioni finanziarie e creando dipendenze, dando vita ad un modello che si rivela fragile in assenza di slancio. Relazioni che rievocano quanto si è verificato con il boom delle dot.com dei primi anni 2000, con alcune aziende che generano enormi flussi di cassa dalla vendita degli strumenti fondamentali dell'intelligenza artificiale, mentre altre spendono ingenti somme nella speranza di ottenere rendimenti futuri. Le aziende ben capitalizzate sono meglio posizionate per finanziare questo lungo periodo di gestazione.

LA TRANSIZIONE ENERGETICA: TREND DEL FUTURO


L'altro trend del futuro è quello della transizione energetica. Gli investimenti globali nelle energie rinnovabili, nell’elettrificazione e nelle infrastrutture di rete sono destinati a continuare nonostante il ridimensionamento dell’Inflation Reduction Act negli Stati Uniti abbia rallentato lo slancio nel paese. Finora, nel 2025 sono stati investiti 2,2 trilioni di dollari in energie rinnovabili, nucleare, elettrificazione, stoccaggio, combustibili a basse emissioni ed efficienza energetica, il doppio dei 1,1 trilioni di dollari destinati a petrolio, gas naturale e carbone. In Europa e in alcune parti dell'Asia, il sostegno politico e l'impegno delle imprese restano forti. La transizione energetica, quindi, ci si aspetta, resti una fonte di opportunità per i mercati dei capitali, anche se i progressi saranno probabilmente più disomogenei.

DIVERSIFICAZIONE NEGLI INVESTIMENTI


La diversificazione di portafoglio è fondamentale sia tra le varie asset classi (azioni, credito e alternativi), ma anche tra regioni (Stati Uniti, Europa e mercati emergenti) e temi (intelligenza artificiale, resilienza fiscale, transizione energetica, ecc.). I mercati del credito potrebbero fornire indicazioni precoci di dinamiche in evoluzione, evidenziando una maggiore differenziazione tra debitori di alta e bassa qualità. Il private equity, nel frattempo, potrebbe affrontare difficoltà dovute a costi di finanziamento più elevati e ad una liquidità più limitata. Il 2026 si prospetta come un anno complesso. L'inflazione rimane persistente e disomogenea, i deficit fiscali sono elevati e senza soluzioni apparenti, mentre il quadro geopolitico continua a vacillare. Per policymakers ed investitori, l'equilibrio tra cautela e ottimismo non è mai stato così delicato. L'outlook di William Davies, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments conclude che disciplina, pazienza, selettività e un approccio attivo per individuare le migliori opportunità, sono indispensabili per generare risultati positivi.

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