L'analisi

Mercati Emergenti favoriti da un dollaro debole che dovrebbe durare

AllianceBernstein spiega perché la debolezza del biglietto verde favorisce gli investimenti in azioni e obbligazioni emergenti in un commento di Sammy Suzukie Christian DiClementi

di Stefano Caratelli 12 Dicembre 2025 09:49

financialounge -  AllianceBernstein dollaro mercati mercati emergenti
I Mercati Emergenti hanno beneficiato dell’indebolimento del dollaro, che potrebbe continuare ancora per diverso tempo, dopo aver già alimentato solidi rendimenti di azioni e obbligazioni nel 2025. A dirlo è AllianceBernstein nella sua analisi. L’Indice MSCI Emerging Markets è balzato del 33% fino al 31 ottobre, quasi il doppio dell’S&P 500, mentre il J.P. Morgan Emerging Markets Bond Index ha registrato un incremento del 13%. Dopo rialzi così robusti, è un buon momento per valutare le forze che influenzano il dollaro e il loro impatto su azioni e obbligazioni emergenti.

SEI FORZE PESANO SUL DOLLARO


AllianceBernstein non crede che il dollaro torni presto a rafforzarsi e spiega come la sua debolezza potrebbe favorire ancora i Mercati Emergenti in un commento di Sammy Suzuki, CFA, Head Emerging Markets Equities, e Christian DiClementi, Portfolio Manager Emerging Market Debt, che segnalano sei forze che pesano sul biglietto verde, suggerendo che la fase di debolezza continuerà. La prima è rappresentata dai cicli valutari che tendono a durare anni, non mesi. Dal 1983 quelli del dollaro sono durati circa 10 anni, per cui l’attuale debolezza dovrebbe essere solo agli inizi e dovrebbe proseguire.

BANCHE CENTRALI E DIFFERENZIALE DEI TASSI


La seconda è rappresentata dalle principali banche centrali si stanno gradualmente allontanando dal dollaro per diversificare le riserve, e la terza riguarda gli investitori esteri, che potrebbero essere scoraggiati dall’ampliarsi dei deficit USA, ai massimi storici in tempo di pace. Al quarto posto il sovrappeso degli investitori globali su asset denominati in dollari, che lascia spazio a un ribilanciamento verso altre valute, mentre il differenziale dei tassi tra gli USA e gli altri Paesi potrebbe iniziare a ridursi, il che rappresenta la quinta forza.

LE CONFERME DALL’EVOLUZIONE STORICA


Gli esperti di AllianceBernstein indicano infine il fatto che il biglietto verde storicamente si è indebolito quando la crescita USA si è allineata agli altri Paesi sviluppati, prevedendo nel 2026 un PIL reale all’1,7%, in linea con l’1,2% atteso per gli altri. Gli asset dei Mercati Emergenti beneficiano del calo del dollaro per tre motivi, prosegue l’analisi di Suzuki e DiClementi.

COSTO DEL DEBITO E MATERIE PRIME


Il primo è che un dollaro debole può attirare investitori in cerca di rendimenti più elevati, stimolando la crescita di aziende ed economie, quindi il fatto che gli emittenti di obbligazioni traggono beneficio dalla riduzione dei costi del debito, spesso denominati proprio in dollari, e infine i prezzi delle materie prime, chiave per molte economie emergenti, che tendono ad aumentare quando il dollaro si indebolisce.

TRUMP E LE PRESSIONI SULLA FED


Nessuno può sapere se il dollaro continuerà a scendere, soprattutto considerando la politica USA in continua evoluzione e la pressione sulla Fed dell’Amministrazione Trump, ma per ora continua a mostrare una tendenza al ribasso, che storicamente è stata un vantaggio per gli Emergenti. Gli esperti di AllianceBernstein sottolineano che le azioni di questi Paesi hanno sovraperformato quelle dei Paesi sviluppati quando il dollaro si è indebolito o stabilizzato tra il 2004 e il 2011.

VALUTAZIONI INTERESSANTI


L’indebolimento del dollaro USA ha anche compresso gli spread obbligazionari, poiché il rischio di default tende a diminuire quando il costo del debito si riduce. Oggi gli spread sovrani sono ai minimi dal 2007, e quelli societari restano contenuti, ma AllianceBernstein ritiene che le obbligazioni emergenti offrano ancora valutazioni interessanti per investitori selettivi, e che i prezzi potrebbero aumentare rispetto ai Treasury.

RIVALUTARE IL SOTTOPESO


In conclusione, le dinamiche valutarie potrebbero essere un catalizzatore che amplierà l’insieme delle opportunità tra azioni, titoli sovrani e obbligazioni societarie emergenti. Ora che l’eccezionalismo USA è sotto maggior scrutinio, secondo AllianceBernstein gli investitori sottopesati sui Mercati Emergenti dovrebbero rivalutare le posizioni e considerare una diversificazione verso opportunità in evoluzione in quest’area.

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