L'outlook

AllianzGI indica come affrontare il cambio di scenario sui mercati nel 2023

Il rialzo dei rendimenti rende adesso il reddito fisso di nuovo attraente, soprattutto nell’ambito dei governativi e dei corporate bond di buona qualità mentre per l’azionario e l’high yield consigliati i piani di accumulo

di Leo Campagna 29 Novembre 2022 17:01

financialounge -  Allianz Global Investors Enzo Corsello Massimiliano Maxia mercati outlook 2023
Una fase nuova. E’ quella che, secondo Allianz Global Investors, ci aspetta nei prossimi anni e che subentrerà alla ‘grande moderazione’. Cioè a quella fase che possiamo dirsi conclusa nel 2022 e che è stata caratterizzata da inflazione stabilmente bassa e banche centrali che hanno interagito con l’economia e i mercati finanziari tramite politiche monetarie particolarmente accomodanti.

IL 2023, UN ANNO DI TRANSIZIONE


“Il 2023 sarà il primo anno di transizione da un regime macro-economico caratterizzato da denaro, beni, energia e lavoro a basso costo ad uno contraddistinto da deglobalizzazione, debito, decarbonizzazione e demografia” fa sapere Enzo Corsello, Country Head di Allianz Global Investors intervenendo nella conferenza stampa dedicata all’outlook per il 2023. La deglobalizzazione, o ‘nuova globalizzazione, comporta una geografia economica e commerciale configurata per aree di Paesi vicini o amici per la politica o per la posizione strategica.

DECARBONIZZAZIONE E INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE


La decarbonizzazione, invece, disegna l’inevitabile passaggio dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili, accelerata anche dalle condizioni strategiche attuali (leggi guerra in Ucraina). “Per quanto riguarda poi l’invecchiamento della popolazione” spiega Corsello “contrariamente a quanto ritenuto in precedenza, recenti studi hanno segnalato come possa comportare rischi inflazionistici e non deflazionistici”. Infine la quarta ‘D’, il debito: il nuovo scenario vede infatti il debito pubblico e privato su livelli record.

UN PUNTO DI FLESSO STRUTTURALE CHE CAPITA OGNI 30-40 ANNI


Come si innesta il 2023? “Si tratta di un punto di flesso strutturale che, di solito, capita ogni 30-40 anni. Proprio per questo richiede un riassestamento significativo delle asset class in portafoglio”, risponde il Country Head di AllianzGI. Secondo il quale dovrebbe proseguire, sebbene ad un ritmo meno marcato, il trend di rialzo dei tassi con il rischio che i livelli massimi finali risultino al di sopra di quanto prezzato adesso dal mercato.

TASSI USA E DELLA ZONA EURO


Tradotto in pratica, significa che negli Stati Uniti, dove i future sui Fed Funds e il consenso indicano che il punto di arrivo dei tassi USA sarà intorno al 5%, potremmo ritrovarci con tassi anche fino al 5,25%-5,50%. Nella zona euro, a fronte del 3% oggi immaginato come massimo per i tassi della BCE, ci si potrebbe spingere in area 3,25%-3,50%.

MOLTO PROBABILE UNA RECESSIONE NEGLI STATI UNITI


“Riteniamo molto probabile una recessione negli Stati Uniti che dovrebbe tuttavia risultare salutare per azzerare molte delle criticità del sistema eliminando tutta una serie di eccessi. Questo processo dovrebbe permettere successivamente ai mercati finanziari di ripartire da livelli più ragionevoli di valutazione con un’inflazione controllata – sebbene su livelli superiori a quelli dell’ultimo decennio – e con una crescita sostenibile”, riferisce Corsello.

UN CONTESTO FAVOREVOLE AL REDDITO FISSO


Quindi crescita che decelera, tassi alti e profitti aziendali che potrebbero contrarsi come ogni altra recessione. Un contesto che dovrebbe essere più favorevole, almeno nella prima parte del 2023, al reddito fisso invece che all’azionario. “Pensiamo che il mercato obbligazionario possa muoversi il prossimo anno in un ampio trading range”, argomenta Massimiliano Maxia, Senior Product Specialist di Allianz Global Investors, che poi prosegue: “Il tasso del Treasury decennale USA potrebbe muoversi tra il 4,30% e il 3,50% mentre quello dell’omologo bund tedesco tra il 2,30% e l’1,60%-1,70% anche se molto dipenderà dal tipo di recessione”.

SERVE UNA GESTIONE ATTIVA CON APPROCCIO RELATIVE VALUE


La buona notizia, secondo Maxia, è che il rendimento nell’obbligazionario è tornato e adesso posizionarsi sui governativi e sui corporate bond investment grade comporta un buon rapporto di rischio / rendimento. “Non aspettiamoci, tuttavia, andamenti direzionali. Serve una gestione attiva con un approccio relative value per settore, segmento di mercato (investment grade, fallen angels, high yields ecc.), rating, duration e valuta” puntualizza  Maxia. Per quanto riguarda infine l’high yield e l’azionario, gli esperti di Allianz Global Investors suggeriscono di investire in modo frazionato, meglio se tramite un piano di accumulo (PAC).

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