Nuovo paradigma

Credit Suisse: come investire nel nuovo mondo bipolare Occidente-Oriente

Secondo Credit Suisse febbraio 2022 potrebbe passare alla storia come un punto di svolta in cui il mondo ha iniziato a scindersi tra l'Occidente democratico guidato dagli Usa e l'Oriente autocratico guidato da Cina e Russia

di Antonio Cardarelli 15 Novembre 2022 12:59
financialounge -  Alexandre Bouchardy Credit Suisse deglobalizzazione economia
financialounge -  Alexandre Bouchardy Credit Suisse deglobalizzazione economia

Negli ultimi anni il mondo ha vissuto grandi cambiamenti che hanno provocato un riassetto generalizzato. Deglobalizzazione e nascita di un mondo bipolare sono le conseguenze principali di due anni caratterizzati da pandemia e guerra in Ucraina. Un cambiamento di paradigma è un'eventualità concreta e Alexandre Bouchardy, Head of Investment Strategy in Credit Suisse Asset Management, invita gli investitori a ripartire strategicamente gli attivi per non farsi trovare impreparati.

MENO DIPENDENZA DALLA CINA


Dopo una crescita impetuosa della globalizzazione e del commercio mondiale, durata fino alla crisi finanziaria globale, ora stiamo assistendo al fenomeno del reshoring, ovvero il desiderio di avvicinare la produzione al luogo di consumo delle merci. Bouchardy sottolinea come il Covid-19 abbiam messo in luce la vulnerabilità della catena di approvvigionamento globale. I governi hanno quindi cercato di mitigare la dipendenza dalla Cina e, da febbraio 2022, la Russia è sempre più isolata politicamente e finanziariamente dai Paesi occidentali. La deglobalizzazione avrà effetti inflazionistici? "A nostro avviso, la deglobalizzazione può portare a una minore efficienza e a un calo della produttività, a un aumento dei prezzi globali dovuto all’incremento del costo del lavoro e dei fattori produttivi e a una compressione dei margini", spiega Bouchardy.

EFFETTO INFLAZIONISTICO DELLA DEGLOBALIZZAZIONE


"Al momento - spiega l'esperto di Credit Suisse Asset Management - è troppo presto per prevedere se l’inflazione tornerà alla norma pre-pandemia o se si raggiungerà un nuovo livello di equilibrio più elevato. Tuttavia, a nostro avviso, una cosa è chiara: sta emergendo un mondo bipolare". Secondo Bouchardy il mese di febbraio 2022 potrebbe diventare un punto di svolta nella storia " in cui il mondo ha iniziato a scindersi tra l’Occidente, i paesi democratici guidati dagli Stati Uniti e dai suoi alleati, e l’Oriente, il mondo autocratico guidato da Cina e Russia". La Cina, spiega l'esperto, mira a un riassetto dell’ordine mondiale in un sistema che rifletta maggiormente la sua importanza nel mondo e sia più in sintonia con i suoi valori e la storia insegna che una situazione geopolitica in cui l’egemonia viene sfidata è instabile.

POSIZIONARSI SULLA DEGLOBALIZZAZIONE


Secondo l'analisi di Bouchardy potrebbe essere troppo presto, per gli investitori, per cambiare radicalmente rotta, tuttavia l'asset allocation strategica dovrebbe iniziare a prendere in considerazione un cambiamento radicale dell'ordine mondiale. "Dal punto di vista di un investitore di lungo termine - commenta Bouchardy - l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di individuare gli asset favoriti o sfavoriti. A nostro avviso, dovrebbero essere privilegiati gli asset reali come le materie prime, l’oro, le obbligazioni legate all’inflazione, alcune categorie di immobili e le azioni. Le multinazionali subirebbero un impatto negativo, mentre le imprese orientate al mercato interno trarrebbero vantaggio dalla deglobalizzazione. I titoli di stato e le obbligazioni dovrebbero essere evitati del tutto a causa della tendenza dei governi a trovare una via d’uscita ai problemi creando inflazione, tanto più se la situazione è pesante. A partire dal 1900, i periodi caratterizzati da repressione finanziaria hanno portato a una performance positiva delle azioni reali e negativa delle obbligazioni nominali".

TROVARE IL GIUSTO MIX


"Infine - sottolinea l'esperto di Credit Suisse - gli investitori dovrebbero decidere quando è il momento di cambiare rotta. Tale decisione dovrebbe essere basata su criteri probabilistici, tenendo conto del contesto storico e collegata ai premi di rischio per tutti gli asset. A seconda delle valutazioni, come i premi di rischio, può valere la pena assumere alcuni rischi nonostante la situazione difficile. Al contrario, potrebbe essere necessario escludere completamente altre classi di attivi perché i premi di rischio non riflettono il cambiamento di paradigma. In quanto individui e istituzioni responsabili, dobbiamo agire e prepararci un esito ottimale di pace. Allo stesso tempo, dovremmo iniziare a pianificare il giusto mix di asset per proteggere i nostri portafogli dalle conseguenze negative legate all’emergere della deglobalizzazione e di un mondo bipolare".
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