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Perché Credit Suisse promuove l’obbligazionario societario dei mercati emergenti

Nell'analisi "Migliori idee di investimento per il 2022" di Credit Suisse Michael Strobaek e Nannette Hechler-Fayd'herbe spiegano perché optare per le emissioni in valuta forte

di Leo Campagna 15 Ottobre 2022 09:30
financialounge -  Credit Suisse Michael Strobaek Morning News Nannette Hechler-Fayd'herbe obbligazioni
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L’aumento dei rendimenti dei titoli di stato (Treasury) USA costituisce un'interessante opportunità di investimento nell’obbligazionario societario in valuta forte dei mercati emergenti. E’ questa una delle conclusioni a cui sono giunti Michael Strobaek, Global Chief Investment Officer, e Nannette Hechler-Fayd'herbe, Chief Investment Officer – EMEA di Credit Suisse nella loro analisi sulle "Migliori idee di investimento per il 2022" della casa svizzera alla luce della debolezza dei mercati finanziari emersa in settembre.

UNA PAUSA PER IL RIALZO DEI RENDIMENTI OBBLIGAZIONARI


L'inflazione ha cominciato a rallentare negli USA e questo dovrebbe fornire una pausa per il rialzo dei rendimenti del mercato obbligazionario e consentire al carry (il flusso di reddito da interessi) di svolgere un ruolo più significativo anche in futuro.

VISIONE POSITIVA SUI MERCATI EMERGENTI


“Nei mercati emergenti manteniamo - spiegano  Strobaek e Hechler-Fayd'herbe - la nostra visione positiva sulle obbligazioni sovrane e un sovrappeso nell’indice J.P. Morgan Corporate delle obbligazioni dei mercati emergenti (CEMBI). Dal momento che il nostro Comitato per gli investimenti ora si aspetta che le materie prime producano rendimenti poco attraenti, ci stiamo allontanando dagli esportatori di commodities a un'esposizione più equilibrata verso emittenti e regioni ciclici e non ciclici che possono potenzialmente beneficiare di una battuta d'arresto delle materie prime”.

UN’ESPOSIZIONE DIVERSIFICATA ALL’ASIA


Guardando al posizionamento attuale, emerge un'esposizione diversificata all'Asia, focalizzata su specifiche opportunità in crediti indonesiani e indiani, e una selezione di titoli latinoamericani la cui valutazione viene ritenuta interessante. I due manager di Credit Suisse sono invece diventati più selettivi nel credito del ​​GCC (Consiglio di cooperazione del Golfo che comprende Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein, Oman) mentre restano prudenti su Argentina e Turchia.

FOCUS ANCHE SULLE OBBLIGAZIONI INVESTMENT GRADE


A proposito di selettività, i due manager di Credit Suisse restano focalizzati anche sulle obbligazioni investment grade (IG) che dovrebbero resistere alle fide di liquidità e ad una probabile flessione ciclica nel quarto trimestre. “Nonostante i fondamentali del credito siano ancora solidi, gli spread societari del segmento IG sono già vicini ai precedenti livelli registrati nelle fasi di recessione. Un aspetto che dovrebbe fornire un cuscinetto protettivo contro una ulteriore contrazione della liquidità della Banca Centrale Europea e un rallentamento della crescita globale” riferiscono Strobaek e Hechler-Fayd'herbe.

BCE PRONTA A RISPOLVERARE IL SUO STRUMENTO QUANTITATIVO


Secondo i due esperti, se in Europa si materializzasse una nuova crisi finanziaria o sovrana, è probabile che la BCE utilizzi nuovamente il suo strumento quantitativo, che dovrebbe supportare una compressione degli spread delle obbligazioni investment grade in euro. “Oltre a concentrarsi sui settori non ciclici e sui titoli finanziari senior statunitensi con 3–4 anni di scadenza residua, gli investitori più sofisticati potrebbero sfruttare l’ampia differenza degli spread IG in euro tramite strumenti credit linked con valuta coperta: una strategia supportata dalle aspettative a breve termine del cambio EUR/USD e dalla volatilità dei tassi” spiegano Strobaek e Hechler-Fayd'herbe.

I TASSI DECENNALI USA SI STABILIZZERANNO INTORNO AL 3,7%


Secondo i quali è anche opportuno mantenere l'esposizione globale ai titoli di Stato vicino ai livelli strategici. L’ipotesi di Strobaek e Hechler-Fayd'herbe. è che nei prossimi 12 mesi i tassi del decennale governativo USA a 10 anni si stabilizzeranno intorno al 3,7%. I due manager, tuttavia, non escludono che la Federal Reserve statunitense possa a breve termine aumentare i tassi alla luce di un mercato del lavoro ancora forte. Allo stesso tempo, si aspettano anche che la Banca d'Inghilterra e la BCE continuino ad aumentare i tassi di interessi anche se entrambe le economie affronteranno una recessione nei prossimi mesi.
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