I numeri

La ricchezza globale rallenta nel 2022 dopo 2021 record, ma la crescita riprenderà

Il tredicesimo Global Wealth Report del Credit Suisse Research Institute mette in rilievo l’effetto del calo del valore degli asset e del dollaro forte. Risparmio delle famiglie italiane sceso dal 17,4% al 15,2% nel 2021

di Redazione 24 Settembre 2022 15:18
financialounge -  Credit Suisse Global Wealth Report
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Nel 2021 la ricchezza globale aggregata è cresciuta del 12,7%, un tasso annuo mai registrato prima, mentre nel 2022 l’inflazione, l’aumento dei tassi e il calo del valore degli asset potrebbero invertire la tendenza. Il 2021 è stato molto positivo per la ricchezza delle famiglie, grazie all’apprezzamento delle azioni e al contesto favorevole delle banche centrali nel 2020, mentre l’aumento dei tassi nel 2022 ha già avuto un effetto negativo su obbligazioni e azioni e probabilmente condizionerà gli investimenti in attività non finanziarie. Inflazione e tassi più elevati potrebbero rallentare la crescita della ricchezza nel breve periodo, anche se il PIL aumentasse al ritmo piuttosto rapido atteso per il 2022.

ZOOM SULL’ITALIA


Sono le principali indicazioni del tredicesimo Global Wealth Report del Credit Suisse Research Institute, illustrato alla stampa in una conferenza virtuale, che in uno ‘zoom’ sull’Italia rileva la ripresa post pandemia con un PIL cresciuto del 6,6% e che secondo le recenti previsioni nel 2022 dovrebbe tornare circa al livello del 2019. L’impatto del covid sulla disoccupazione è stato trascurabile, nel 2019-2020 con un tasso medio al 13,8% sia nel 2019 che nel 2020, sceso nel 2021 al 13,1%. Il risparmio lordo delle famiglie è sceso dal 17,4% del PIL del 2020 al 15,2% del 2021 quando a fine anno la ricchezza per adulto era pari a 231.323 dollari con un aumento medio nel periodo 2000-2021 del 3,1% rispetto al 5,2% in Spagna.

DOMINIO DI NORD AMERICA E CINA


A livello globale, la ricchezza aggregata a fine 2021 ammontava a 463.600 miliardi di dollari con un aumento del 9,8%, mentre la ricchezza per adulto è cresciuta dell’8,4% a 87.489 dollari a fine anno, ma il Report del Credit Suisse nota l’impatto del dollaro forte e spiega che a cambi del 2020 la ricchezza globale sarebbe cresciuta del 12,7% e quella per adulto dell’11,3%. L’inflazionistica riduce la crescita della ricchezza che in termini reali nel 2021 è aumentata del 8,2%. Tutte le aree hanno contribuito, con il dominio di Nord America e Cina, che hanno rappresentato rispettivamente poco più 50% del totale e il 25%.

GLI ALTRI PENALIZZATI DAL DOLLARO FORTE


Africa, Europa, India e America Latina rappresentano insieme appena l’11,1% della crescita della ricchezza globale, riflettendo un deprezzamento diffuso nei confronti del dollaro. Anche in termini percentuali, Nord America e Cina hanno registrato i tassi di crescita più alti, pari a circa il 15% ciascuno, mentre la crescita dell’1,5% in Europa è stata di gran lunga la più bassa. Il debito globale delle famiglie è aumentato solo del 4,4% per la crescita zero in Asia Pacifico, escluse Cina e India, e la riduzione in Europa, dovuta al calo dell’euro su dollaro. Altrove, è cresciuto in media del 9%, guidato da un aumento del 12,1% in Cina.

ATTESO AUMENTO DEL 36% AL 2026


Guardando al futuro, anche se l’inflazione e la guerra in Ucraina ostacoleranno la creazione di ricchezza reale, secondo Credit Suisse a livello globale dovrebbe aumentare del 36% al 2026. I Paesi a basso e medio reddito rappresentano oggi il 24% ma saliranno al 42% nei prossimi cinque anni, con i Paesi a medio reddito principale fattore trainante. La ricchezza globale per adulto dovrebbe aumentare del 28% entro il 2026 e superare la soglia di 100.000 dollari nel 2024. Nei prossimi cinque anni aumenterà sensibilmente anche il numero dei milionari che raggiungerà quota 87 milioni.

INFLAZIONE IMPORTANTE PER GLI INVESTIMENTI


Axel Lehmann, presidente del Cda di Credit Suisse Group e del Credit Suisse Research Institute, sottolinea l’importanza del fattore inflazione in ambito di investimenti, notando che il Report offre un’utile valutazione delle tendenze della ricchezza reale rispetto a quella nominale. Anthony Shorrocks, economista e autore del rapporto, spiega che nel 2021 le perdite di ricchezza sono state meno frequenti e quasi sempre associate al deprezzamento rispetto al dollaro e sottolinea che a livello globale la disuguaglianza della ricchezza è diminuita nel corso di questo secolo a seguito di una crescita più rapida raggiunta nei mercati emergenti.

RIPRESA DOPO IL RALLENTAMENTO DEL 2022


Nannette Hechler-Fayd’herbe, CIO EMEA e Global Head of Economics & Research,di Credit Suisse, ritiene probabile che nel 2022/2023 si verifichi un’inversione di tendenza dei guadagni eccezionali di ricchezza del 2021, con diversi Paesi in crescita più lenta o addirittura in recessione, ma le previsioni quinquennali indicano che la ricchezza continuerà a crescere.
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