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Obbligazionario globale da un estremo all’altro, servono cautela e selezione

Morgan Stanley Investment Management, nel Global fixed income bulletin, prevede il permanere della volatilità sul mercato dei corporate bond, restano i rischi legati a inflazione e reazione delle banche centrali

di Virgilio Chelli 14 Settembre 2022 08:05
financialounge -  Morgan Stanley Investment Management obbligazioni
financialounge -  Morgan Stanley Investment Management obbligazioni

Dopo un giugno orrendo, i mercati del credito e dei bond hanno invertito drammaticamente la rotta a luglio, con una performance eccezionalmente buona, mettendo a segno il primo ritorno mensile positivo dell’anno. La svolta è stata inattesa, perché fino a fine giugno la narrativa prevalente parlava di una Fed ‘falco’, di inflazione elevata e di economia USA surriscaldata. Ma a fine giugno ha prevalso il tema recessione, spingendo i rendimenti in calo e gli spread del credito in restrizione, mentre le aspettative di inflazione si riducevano fortemente insieme ai tassi reali.

RALLY DOPO LA CADUTA


L’ultimo Global fixed income bulletin di Morgan Stanley Investment Management osserva che i mercati prezzavano un successo della Fed nel ricondurre l’inflazione all’obiettivo di lungo termine del 2%, mentre il mercato dei bond in Europa e in altre aree sperimentava rally simili, con caduta dei rendimenti del debito sovrano e restringimento degli spread. Una performance positiva esibita anche dai mercati emergenti. Anche la forza del dollaro, che sembrava imbattibile, ha iniziato a mostrare qualche piccolo crepa.

SVOLTA DOPO LE CATTIVE NOTIZIE


Secondo il bulletin di Morgan Stanley Asset Management a causare la brusca svolta sul mercato globale del reddito fisso sono state paradossalmente ‘cattive notizie’ dal fronte macro, in particolare quelle provenienti dal fronte della produzione, dagli indici PMI a dati del PIL USA in contrazione nella prima metà dell’anno, che hanno puntato a una recessione probabile per oltre il 50% nella maggior parte delle economie nella maggior parte delle economie al di fuori dell’Asia.

ASPETTATIVE DEGLI INVESTITORI


E questo per due ragioni, spiega MSIM: la prima è rappresentata dall’aspettativa che il ritmo dei rialzi dei tassi delle banche centrali rallenti, e la seconda dalla previsione di una recessione in arrivo, ma non violenta come nel 2008 o nel 2020. Anche gli spread del credito High Yield si sono mossi in sintonia verso livelli normalmente associati a una contrazione economica. Ad aiutare il movimento di luglio sono stati anche prezzi delle commodity in rallentamento.

LA VOLATILITA’ NON RIENTRERA’ PRESTO


Sfortunatamente però, secondo l’analisi di Morgan Stanley IM, la volatilità non è destinata a rientrare presto. Il mercato del lavoro USA resta forte così come le tensioni salariali, in contrasto con la crescita negativa del PIL e la fiducia delle imprese vicina ai minimi storici. Intanto l’inflazione core in quasi tutti I paesi resta a livelli inaccettabili. Il tutto crea un quadro molto ‘pasticciato’ e a tratti schizofrenico, con alcuni settori in ripresa e altri in difficoltà.

MOVIMENTO ANCORA IN RANGE


Secondo il bulletin di MSIM è troppo presto per essere certi che l’economia rallenti a sufficienza e la disoccupazione risalga abbastanza per portare l’inflazione a livelli accettabili, ed è prematuro segnalare il ‘bello stabile’ e l’uscita del mercato dei bond dal territorio dell’Orso. La buona notizia è che non si vedono neanche segni che lo stesso Orso possa tornare ad avanzare. Per questo la volatilità a breve è destinata a persistere e il mercato obbligazionario corporate è destinato a rimanere in range. Un’incertezza che suggerisce di vendere sui rally e accumulare credito di qualità.

EUROPA PIU ESPOSTA ALLA RECESSIONE


A livello di esposizione regionale, le più alte probabilità di recessione in Europa rendono il mercato High Yield e del credito cartolarizzato dell’Eurozona meno attraente. I Mercati Emergenti hanno beneficiato selettivamente del rally di luglio ma secondo MSIM restano in generale sottovalutati e più a buon mercato dei corrispondenti mercati sviluppati del credito corporate, con molti emittenti di High Yield che continuano a registrare rendimenti elevati e ampi spread.

POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO CAUTO


Per tutte queste ragioni, la conclusione del bulletin di Morgan Stanley Investment Management è per un posizionamento cauto di portafoglio. Le valutazioni sono selettivamente attraenti, prevalgono acquisti opportunistici, ma il rischio resta, soprattutto sul fronte dell’inflazione e della reazione ad essa da parte delle banche centrali.
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