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Credit Suisse adesso opta per un sottopeso tattico nelle azioni

L’Investment Committee di Credit Suisse spiega come fare i conti con un contesto di rallentamento della crescita, aumento della probabilità di recessione, inflazione elevata e tassi in rialzo

di Leo Campagna 10 Settembre 2022 09:30
financialounge -  Credit Suisse mercati Morning News
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A luglio, sulla scia delle speranze che le banche centrali potessero rallentare ed eventualmente invertire i rialzi dei tassi una volta raggiunto un picco dei prezzi al consumo, si è registrato un significativo rally estivo azionario. “Il nostro Investment Committee ne ha approfittato per ridurre l’allocazione azionaria da sovrappesata a neutrale in occasione della riunione del 10 agosto. Da allora, e dopo il Simposio di politica economica delle banche centrali di Jackson Hole della scorsa settimana, la pressione sui mercati è notevolmente aumentata” fanno sapere gli esperti di Credit Suisse.

CREDIT SUISSE HOUSE VIEW DI AGOSTO


L’Investment Committee nell’aggiornamento della Credit Suisse House View di Agosto 2022, stima che Eurozona, Regno Unito e Canada entrino in recessione il prossimo anno, indotta da costi energetici elevati, minore fiducia, condizioni finanziarie in rapido inasprimento e minor propensione per i beni durevoli. Probabile inoltre che anche la crescita per gli USA risulti inferiore al trend: uno scenario nel quale il PIL globale dovrebbe salire al 2,7% quest’anno e all’1,7% il prossimo, entrambi i valori al di sotto del consenso.

I MERCATI SI ADEGUERANNO A QUESTA NUOVA REALTÀ


Per gli investitori significa dover fare i conti con un contesto di rallentamento della crescita, aumento della probabilità di recessione, inflazione elevata e, dopo il simposio di Jackson Hole, banche centrali determinate ad aumentare i tassi d’interesse e a mantenere la rotta. “Ciò segna un ritorno alla volatilità dei prezzi degli asset finanziari a cui abbiamo assistito nei primi sei mesi dell’anno. I prossimi mesi saranno probabilmente duri, in quanto i mercati si adegueranno a questa nuova realtà”, spiegano i manager di Credit Suisse.

ESPOSIZIONE TATTICA SOTTOPESATA SULL’AZIONARIO


Ragioni che hanno spinto l’Investment Committee a ridurre l’esposizione tattica sulle azioni portandola a sottopesata, ritenendo che le prospettive di rendimento assolute per le azioni dei mercati sviluppati ed emergenti siano decisamente poco interessanti. A livello regionale è da privilegiare Wall Street mentre l’Eurozona è la meno preferita in assoluto: in ambito settoriale, invece, sono indicati i settori salute e IT.

INTERESSANTE IL DEBITO EMERGENTE


Tornando al quadro macroeconomico globale, l’Investment Committee si attende un indebolimento della crescita della domanda delle economie sviluppate verso fine anno. L’inflazione primaria sembra destinata a toccare il picco nelle maggiori economie nel 3° trimestre per poi diminuire successivamente, pur restando al di sopra del target. “Nel reddito fisso gli incrementi dei rendimenti dovrebbero rallentare sulla scia del picco dei rischi di inflazione e della moderazione della crescita a livello globale, e anche a seguito della normalizzazione della politica monetaria. Sotto il profilo tattico, riteniamo interessante il debito emergente, alla luce dei rendimenti elevati” specificano gli esperti di Credit Suisse.

MATERIE PRIME, HEDGE FUND E VALUTE


Per quanto riguarda le materie prime, sulle loro recenti quotazioni hanno pesato le preoccupazioni sulla crescita. D’altra parte se è probabile che il collo di bottiglia delle forniture sia alle spalle, non si è ancora in una situazione di offerta abbondante mentre i rischi di disgregazione delle catene di approvvigionamento restano elevati. Sul fronte degli hedge fund, da preferire le strategie a basso beta. “Infine, in ambito valutario, il dollaro USA dovrebbe mostrare ancora una certa solidità nel breve termine, sia per i rendimenti offerti che per la sua natura di bene rifugio durante le fasi di incertezza. Ci aspettiamo una certa performance differenziata nelle monete dei mercati emergenti, mantenendo tuttavia un atteggiamento complessivamente neutrale” concludono i manager di Credit Suisse.
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