Cosa aspettarsi

Credit Suisse: ancora pressione sulle banche centrali, ecco come si muoveranno

Gli esperti di Credit Suisse analizzano le prossime mosse della Fed e della Bce, alle prese con un'inflazione che, soprattutto in Europa, non ha raggiunto il picco

di Antonio Cardarelli 18 Giugno 2022 09:30
financialounge -  banche centrali Credit Suisse Morning News
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Gli esperti di Credit Suisse si aspettano un atteggiamento ancora aggressivo delle banche centrali per tenere a bada l'inflazione. Inoltre, guardando all'attività manifatturiera globale, le attese sono per un rimbalzo dopo la recente debolezza, anche se i miglioramenti saranno di breve durata.

RIMBALZO EFFIMERO DEL MANIFATTURIERO


L'attenzione dei mercati, dunque, continua a rimanere concentrata sulla politica monetaria. Guardando invece al comparto manifatturiero globale, gli esperti di Credit Suisse si aspettano un rimbalzo di breve termine dopo giugno. Rimbalzo che arriva dopo le difficoltà note, dettate principalmente dai lockdown in Cina e dalla guerra in Ucraina. "Tuttavia, è probabile che la ripresa del settore manifatturiero sia di breve durata. La contrazione dei redditi reali, l’inasprimento delle condizioni finanziarie e il calo della fiducia delle imprese sono tutti fattori che ostacoleranno la domanda globale nei prossimi trimestri e ci aspettiamo un periodo di crescita più debole nei prossimi 18 mesi", spiegano da Credit Suisse. Dati questi elementi, le attese per la crescita globale per il 2023 sono del 2,7% contro il 3,2% del 2022.

PICCO DELL'INFLAZIONE EUROPEA FORSE A SETTEMBRE


Con l'inflazione già elevata, i recenti rialzi dei prezzi dell'energia metteranno ancora più pressione. I nuovi lockdown cinesi, è il parere degli esperti di Credit Suisse, potrebbero generare effetti sui prezzi con un paio di mesi di ritardo nelle economie sviluppate. Il picco dell'inflazione europea non sarà raggiunto prima di settembre, mentre negli Usa le attese sono per un'inflazione in graduale calo, ma sempre ben al di sopra del target della Fed. "Prevediamo che l’inflazione core, che non include i prezzi dei generi alimentari e dell’energia, chiuda l’anno attorno al 4% negli Usa, nell’Eurozona e nel Regno Unito", spiegano da Credit Suisse.

BANCHE CENTRALI IN MODALITÀ RESTRITTIVA


Di conseguenza la barra delle banche centrali resterà ferma sull'inasprimento. Credit Suisse si aspetta altri 200 punti base di rialzo dei tassi da parte della Fed entro l'anno. La Banca centrale europea è ora destinata a seguire la Fed nell’implementazione di un rapido percorso di rialzi: "Ci aspettiamo che il tasso di deposito salga dal –0,5% all’1,0% entro la fine dell’anno e al 2,0% entro la fine del 2023, con ulteriori rischi al rialzo". A sorpresa, anche la Banca centrale della Svizzera ha aumentato i tassi d'interesse e al momento l'unica eccezione, che sembra destinata a restare tale, è la Banca del Giappone.
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