Inflazione e investimenti

NN IP: il caro energia non diminuisce l’interesse per i green bond

La crisi ucraina spinge alla ricerca dell’indipendenza energetica, ma NN IP continua a escludere gli investimenti in nucleare e a considerare il gas una fonte fossile. Nessun rischio di aumento per il ‘greenium’

di Virgilio Chelli 8 Aprile 2022 08:00
financialounge -  energia ESG green bond inflazione Morning News NN IP
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La guerra in Ucraina e la conseguente ritirata degli investitori dagli asset russi ha posto al centro dell’attenzione I fattori ESG, vale a dire ambiente, Sociale e Governance. Mentre ci sono poche conseguenze dirette dalle sanzioni per gli investitori in bond ‘verdi’, data l’alta dipendenza della Russia dai combustibili fossili e un posizionamento non esaltante in materia di fattori ESG, ci sono però numerose conseguenze per gli stessi investitori in bond verdi causate dalla crisi energetica.

IL RISCHIO DELLA DIPENDENZA ENERGETICA


NN Investment Partners sottolinea che i vari paesi sono ora sempre più alla ricerca di indipendenza energetica. In tutto il mondo e in particolare in Europa c’è una crescente presa d’atto del fatto che la dipendenza energetica esterna rappresenta un rischio chiave per la stabilità economica. Per questo molti paesi stanno guardando ai green bond come a una strada per sostenere gli investimenti in energie rinnovabili e andare in direzione di un’economia più sostenibile.

IL RIPENSAMENTO DEL NUCLEARE


In alcuni paesi, tutto questo ha avviato un ripensamento dell’energia nucleare, in quanto rappresenta una strada per ottenere maggior autosufficienza energetica. Ma è una strada che rende più vulnerabili in caso di eventi bellici. NN IP non ha cambiato posizione sul nucleare nonostante il rinnovato interesse per il settore. I portafogli di green bond di NN IP non investono in obbligazioni destinate a finanziare progetti di energia nucleare e non comprendono green bond emessi da società che investono in nuovi progetti nucleari, anche nel caso che gli stessi bond siano finalizzati al finanziamento di altri progetti green.

IL GAS RESTA UN COMBUSTIBILE FOSSILE


L'utilizzo del Gas Liquefatto Naturale, o LNG, è anch’esso sotto la lente degli investitori e c’è un dibattito crescente sul fatto che questa fonte possa essere inclusa nella tassonomia della Ue. NN IP resta dell’opinione che il gas naturale sia un combustibile fossile e che la gran parte dei governi cercherà di farne a meno, anche se potranno continuare a usarlo come soluzione ad interim. La maggior parte dei governi europei riconosce comunque che le rinnovabili sono la soluzione a lungo termine.

NESSUN RISCHIO DI AUMENTO DEL ‘GREENIUM’


Bram Bos, lead portfolio manager, green bonds, di NN Investment Partners, commenta: “Ci sarà un maggior fabbisogno di capitali per finanziare i progetti verdi, dal momento che governi e imprese restano focalizzati sulla transizione energetica. Sono emerse preoccupazioni che questo possa aumentare il cosiddetto ‘greenium’, vale a dire il premio che si aggiunge ai green bond rispetto alle obbligazioni standard. Certamente, è prevedibile un aumento delle emissioni di green bond. In ogni caso, vista l’attenzione per la transizione energetica, è prevedibile anche un aumento della richiesta, per cui il ‘greenium’ sembra destinato a restare invariato.

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