Focus sull'obbligazionario

Le vendite sui Treasury hanno offerto interessanti punti di ingresso

Il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan AM prevede che la turbolenza sui rendimenti USA continuerà ma l’economia è in grado di sostenere ulteriori scossoni

di Virgilio Chelli 6 Aprile 2022 19:15
financialounge -  bond inflazione JP Morgan AM treasury
financialounge -  bond inflazione JP Morgan AM treasury

I tassi d’interesse americani continuano a salire dopo che la Fed ha fatto decollare il ciclo di inasprimento. Il viaggio non è così tranquillo come la Fed avrebbe desiderato e gli investitori devono aspettarsi che la turbolenza prosegua. Ma gli indicatori, come ad esempio la curva dei rendimenti e le condizioni finanziarie, continuano a segnalare che l’economia è in grado di sopportare ulteriori scossoni senza una recessione. Nonostante gli attuali rischi, l’aumento dei rendimenti ha offerto agli investitori obbligazionari un punto di ingresso più interessante rispetto a qualche mese fa.

TRARRE BENEFICIO DALL’APPIATTIMENTO DELLA CURVA


Lo sottolinea nel Bond Bulletin settimanale il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, che mantiene il sottopeso alla duration e preferisce le posizioni che possano beneficiare di un appiattimento della curva dei rendimenti, poiché i tassi sono destinati a salire ulteriormente. Secondo il Bond Bulletin, dopo il rialzo della Fed il 16 marzo, viaggiare a velocità di crociera è stato difficile viste le vendite sui Treasury, le peggiori degli ultimi 50 anni. Il team di J.P. Morgan AM cerca di capire se l’impennata dei rendimenti potrà proseguire e cosa potrebbe indurre le Banche Centrali a modificare l’orientamento restrittivo.

FED AGGRESSIVA E NON È LA SOLA


Anche per il conflitto in Ucraina, i forti rincari dei prezzi alimentari ed energetici hanno aumentato le aspettative di inflazione. La Fed ha reagito parlando di possibili aumenti anche superiori ai 25 punti e non è sola. Anche Bank of Canada ha segnalato la possibilità di innalzare i tassi di 50 punti e sebbene finora la Banca del Giappone abbia contrastato il trend rigorista neanche l’economia giapponese è immune dalle pressioni inflazionistiche. Cosa potrebbe indurre le banche centrali a modificare l’orientamento restrittivo?

PROBABILITÀ DI RECESSIONE SOTTO IL 10%


Secondo il Bond Bulletin di J. P. Morgan AM la risposta va ricercata in tre fattori: inasprimento significativo delle condizioni finanziarie, calo dell’inflazione, soprattutto nelle componenti salari o abitazioni, o un forte rallentamento della crescita. Le condizioni finanziarie rimangono accomodanti e l’inflazione ha continuato ad aumentare, mentre sul fronte della crescita i dati segnalano una probabilità di recessione inferiore al 10%. Un indicatore importante è il calo delle offerte di lavoro.

POSSIBILI RIALZI ANCHE DI MEZZO PUNTO


Poiché rialzi di 50 punti della Fed sono una possibilità, i mercati hanno effettuato un rapido riprezzamento dei tassi nel segmento a breve e i Treasury registrano uno dei peggiori ritracciamenti della storia, con la curva dei rendimenti che ha continuato ad appiattirsi e tra le scadenze a 2 e 10 anni si è invertita, prima di ritornare in territorio positivo. Il mercato sconta oggi rialzi di 90 punti nelle due prossime riunioni del FOMC e di 206 punti complessivamente nel 2022.

AUMENTO DEI RENDIMENTI IN RALLENTAMENTO


Pur convinti che i rendimenti abbiano ancora margini per continuare a crescere, gli esperti di J. P. Morgan AM ritengono probabile che in un contesto di alta inflazione e di inasprimento monetario il movimento si verifichi con maggiore lentezza rispetto alle dinamiche recenti. Per quanto riguarda i fattori tecnici, nelle ultime settimane la domanda di reddito fisso ha subito un rallentamento e anche la domanda estera di Treasury potrebbe ridursi.

IL POSIZIONAMENTO DEGLI INVESTITORI ESTERI


Il team di J. P. Morgan AM nota che tendenzialmente gli acquirenti esteri sono attratti dal rendimento, ma man mano che la Fed innalzerà i tassi l’interesse scemerà. A risentirne saranno soprattutto gli investitori di Paesi le cui banche centrali continuano ad attuare politiche di allentamento, e il calo della domanda potrebbe far salire ancora i rendimenti dei Treasury. Il mercato sembra essere d’accordo, conclude il Bond Bulletin: gli investitori, pur non essendo al massimo delle posizioni al ribasso, confermano il sottopeso alla duration globale.
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